Egregio Presidente,

voglio esprimerLe la mia solidarietà per la sconcertante aggressione verbale e mediatica che sta subendo per aver affermato un pensiero politico abbastanza ovvio.


E cioè che la parte del mio partito, del Partito Democratico, più impegnata per la legalità e contro la Mafia, è la più convinta sostenitrice del governo che Lei presiede.

Dobbiamo finirla con i purismi noi del P.D., quando si pronunciano affermazioni che l’opinione pubblica ritiene scontate.

Quali sono i valori della lotta alla Mafia coltivati ad Enna da Mirello Crisafulli, il quale incontrò tranquillamente il capo Mafia Bevilacqua (che aveva già sul groppone una condanna ad undici anni per mafia ed era in libertà provvisoria con l’obbligo di firma ed altro)?

Quali sono i valori della lotta alla Mafia di Crisafulli, impegnato a favorire intraprese economiche assai, assai, assai torbide con l’ex Presidente Cuffaro e gli imprenditori Amici Suoi? Proprio in materia di rifiuti?

Quali sono i valori della lotta alla Mafia dell’Onorevole Capodicasa e del suo discepolo Onorevole Di Benedetto, che hanno coltivato costantemente e coltivano anche oggi rapporti solidali con la Famiglia Gueli di Campobello di Licata, l’ex Sindaco e figlio, dentro testa e piedi alla cordata che fa capo al super boss Falsone?

Quali sono i valori della lotta alla Mafia, coltivati dall’Onorevole Capodicasa che ha tenuto accanto a se al vertice del partito, dell’ARS, del Governo, come suo Braccio Destro la moglie e socia di “Mister Miliardo” Fontana, l’uomo che Pio La Torre voleva cacciare dal Partito Comunista e che poi è stato arrestato per le sue collusioni mafiose con gli uomini di Provenzano?

Lei, Presidente, ha detto solo la verità; questi nostri capi corrente, assai tiepidi nell’impegno anti-mafia e per l’affermazione della legalità, sono i più fieri avversari dell’attuale compagine di Governo che io convintamente sostengo.

La lotta alla Mafia e la battaglia per la legalità si nutrono di scelte concrete, di attività che incidano tangibilmente sugli interessi dei mafiosi, conformemente alle posizioni del P.D. all’ARS e sul territorio, con l’impegno in prima persona di Cracolici, Lupo e Lumia, e fatto sul grande affare dei rifiuti e dei termovalorizzatori o con la riforma in materia di gestione dell’acqua o anche e soprattutto, con il risanamento, anche morale, della Sanità siciliana.

Nel P.D. vi sono gli amici di Cuffaro e del suo sistema di rapporti anche inqualificabili, come Crisafulli e i suoi uomini che si oppongono al suo Governo; e poi vi sono pure le “anime belle” che non comprendono che la nostra terra si difende e la legalità si ripristina coi fatti, con corrette scelte legislative, comportamenti amministrativi puntuali e concreti, e mettendo le mani nel fango depositato negli anni per estrarre le nostre ricchezze disperse e sepolte sotto montagne di illegalità e interessi mafiosi.

Urlare che “il mondo è cattivo”, declamare soltanto che “la Mafia è una iattura e va combattuta” non basta.

Forse salva l’anima ma non salva la Sicilia. Le “anime belle” che le declamano e non agiscono con gli atti amministrativi e le riforme appropriate sono oggettivamente i migliori alleati dei nemici della Sicilia.

Concludo: a coloro che si sono indignati per queste sue parole sul P.D., regali qualche copia del mio libro “Chi ha Tradito Pio La Torre” (relazioni sulla questione morale del P.D. in Sicilia).

Così li aiuterà a comprendere la complessità della nostra terra e della Battaglia per la legalità e la lotta alla Mafia, nonché le attuali contraddizioni del mio Partito.

Agrigento, 22 ottobre 2010

Il consigliere comunale del P.D.

Avv. Giuseppe Arnone