Il sindaco di Racalmuto Salvatore Petrotto lancia, in una lunga dichiarazione che lo stesso sottoscrive, forte indignazione per la gestione dell’acqua e dei rifiuti in Sicilia, augurandosi che il sistema possa cambiare nel segno della legalità. Ecco riportato il testo.
“A chi è ancora disposto ad ascoltare sorella acqua, frate vento, frate sole, non senza rifiuti. Agli inizi degli anni Novanta, ricordo che andavo in giro a tenere conferenze relative ad un onomatopeico e roboante acronimo : P.A.M.M. (Politica – Affari – Mafia – Massoneria).Sembrava, ogni volta che visitavamo un paese o una città, che a colpi di P.A.M.M., dovevamo cambiare il mondo. Ed invece, a distanza di quasi vent’anni, dai tempi
delle stragi mafiose ed in modo particolare dopo l’estremo sacrificio di due uomini-simboli della lotta alla mafia, Falcone e Borsellino, crediamo che le Istituzioni e gli organismi dello Stato Italiano, nelle sue varie articolazioni, rischiano sempre e comunque di essere permeati da infiltrazioni politico-affaristico-mafiose, oltre che dalla cosiddetta massoneria deviata. E non lo dico io, bensì alcuni magistrati, elegantemente ‘posati’ e relegati al ruolo di passacarte, ogni qual volta si occupano dei cosiddetti poteri forti, quelli cioè che saldano e sanciscono l’intreccio di cui sopra, attorno ad i veri affari che oggi si possono chiamare acqua, rifiuti od energie alternative. Un intera nazione che ha rinunciato alla gestione pubblica di questi essenziali e vitali servizi, ha garantito con delle più o meno false e/o falsate privatizzazioni, grazie a delle leggi scellerate, guadagni stratosferici ad alcuni soggetti privati, buttando sul lastrico famiglie e comuni e facendo arricchire alcuni soggetti, ben individuati. Salvo a scoprire che, tra le maglie di questi più o meno perversi affari, troviamo impigliati alcuni esponenti delle varie burocrazie o qualche elemento degli organi inquirenti. Alcuni soggetti sono infatti chiamati a garantire il buon esito della privatizzazione dei guadagni e della pubblicizzazione delle perdite, ai danni di cittadini, famiglie e Comuni, nelle vesti anche di guardiani del sistema, o per meglio dire del regime affaristico, speculativo e/o mafioso o se preferite antimafioso di professione. Mi spiego meglio. Basta considerare più di un miliardo di perdite degli A.T.O. rifiuti in Sicilia che gravano sui bilanci dei Comuni e che verranno pagati dai Siciliani, costretti, attraverso delle, giustamente, vessatorie, agenzie di riscossione, a pagare la tassa più cara d’Italia, per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Col risultato che conosciamo tutti! Siamo sommersi dai rifiuti e dai debiti! I rifiuti trasportati e smaltiti in Germania costano 70 euro e tonnellata, in Sicilia più di 110 euro! Una vergogna! Che fare? Tornare alla gestione pubblica, alle discariche pubbliche, all’acqua pubblica, all’energia pubblica. Basta! La delegittimazione, la denigrazione pubblica, la diffamazione di chi come me, da vent’anni conduce queste battaglie, in lungo ed in largo, in tutta la Sicilia, dai tempi della Rete di Leoluca Orlando e poi con L’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, a più di qualcuno è servita. Ai cosiddetti poteri forti! A quelle organizzazioni criminali, mafiose e massoniche che, anche più modestamente nella mia Racalmuto e non solo, cercano di orientare e condizionare pezzi dello Stato, dalle Forze dell’Ordine alle Procure, col chiaro intento di infangare e calunniare chi ha contrastato, in tutte le sedi, il malaffare che si continua ad annidare in mezzo all’ acqua ed i rifiuti. O più semplicemente, si vogliono vanificare i tentativi, nella modesta realtà del paese che amministro, di sottrarre la potestà di decidere sulla destinazione dei fondi pubblici e dei pubblici servizi, da parte degli organi democratici, quali il Consiglio Comunale. Così capita che, la fabbrica del fango che è sempre in funzione, sparge di tutto e di più, maschera, imbratta, sporca tutti quanti. Ci sono individui che sono pagati, anche mensilmente, per spargere fango e far perdere la credibilità a chi contrasta questo suggestivo, perverso ed ammorbante intreccio, quel P.A.M.M. (Politica – Affari – Mafia – Massoneria deviata), a cui facevo riferimento all’inizio, di cui parlano decine di Magistrati e che ha distrutto un’intera società, quella italiana ed ha mietuto, sin dai tempi del bandito Giuliano, dal secondo Dopoguerra, cioè, migliaia di vittime, in un modo o nell’altro. Uccisi fisicamente o moralmente e civilmente! C’è gente come me che è radiografata, intercettata, indagata a seguito di una miriade di calunniose, infamanti e diffamanti denunce. Salvo ad accorgersi che tutto ciò era ed è finalizzato a consolidare un sistema di potere economico perverso. Per contrastare la speculazione e l’indiscriminato sfruttamento delle risorse e dei servizi che dovrebbero essere pubblici che volete che faccia? Viviamo in un momento in cui, in piena crisi economica nazionale ed internazionale, alcuni ‘furbetti del quartierino o del quartierone’ agrigentino, ad esempio, si accorgono che la gestione dell’ acqua, dell’energia e dei rifiuti, sono le uniche cose che rendono e che assicurano infiniti guadagni, ovviamente per loro e gravissime perdine per cittadini, famiglie e Comuni. Ed allora che cosa fanno? Si impadroniscono con gare o senza gare di questi vitali settori economico-protuttivi, scaricando le perdite su tutti quanti noi ed arricchendosi grazie al più grosso business del secolo. Così capita di affidare,
direttamente, senza gara, in proroga per un anno e poi un altro anno ancora, il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, del valore di oltre cento milioni di euro, senza che nessuna legge o nessun regolamento lo preveda. Od ancora capita che, i Comuni del Consorzio Acquedottistico del Voltano, con Agrigento in testa, nello stesso tempo, sono membri del Consorzio A.T.O. Idrico ed azionisti della società Girgenti Acque alla quale, loro stessi, questi comuni cioè, a sé stessi, hanno affidato o si sono auto affidati, per meglio dire, con dubbia gara, con un solo partecipante, un intero servizio che riguarda tutti e 43 i comuni della Provincia di Agrigento, per trent’anni e con volumi di affari e finanziamenti pubblici che ammontano all’incirca a qualche miliardo di euro!Una mostruosità giuridica! Uno scandalo senza precedenti! E’ come, per intenderci che so io, oggi convoco la mia Giunta Municipale ed affido, con gara o senza gara, ma con formale
delibera, alla società i cui titolari sono alcuni miei assessori, la gestione di tutti i servizi comunali! Che ve ne pare? Eppure questo è avvenuto con Girgenti Acque! Credo che sia penalmente rilevante, alla stregua della proroga, senza gara, con affidamento diretto di cento milioni di euro dei servizi relativi alla raccolta ed allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani! L’A.T.O. ha avuto due anni di tempo per predisporre il bando di gara! Eppure due anni non sono stati sufficienti per predisporre ed approvare il regolare bando di gara!E’ una scandalosa vergogna! Sono, ad oggi, trascorsi quasi tre anni, compreso l’anno di proroga accordato alle stesse ditte che avevano vinto la gara, ed ancora il bando per i prossimi anni non è pronto! Come mai? Lo chiedo chiaramente alla Procura della Repubblica di Agrigento, al fine di svelare anche il perché, ad oggi, nessuno ha denunciato, come sto facendo adesso io, queste nefandezze che costano alla nostra
collettività agrigentina, in termini di bollette e buchi nei bilanci dei comuni, svariate centinaia di milioni di euro di costi ed aggravi di spesa in più, rispetto ai paesi civili ed osservanti delle leggi in materia di appalti e servizi pubblici. Un servizio idrico integrato affidato in questo modo ad una sola società partecipante! Una privatizzazione fittizia dell’acqua, ma di fatto realizzata con soldi pubblici e dei cittadini utenti del servizio e contribuenti. Una società di gestione, Girgenti Acque, con dentro una serie di comuni falliti, quali Catania od Agrigento e gli altri comuni del Voltano, che se la cantano e se la suonano, autoaffidandosi a sé stessi, unici partecipanti, un servizio per trent’anni, del valore di qualche miliardo di euro. Il tutto al solo fine di auto garantirsi in maniera distorta ed illegittima finanziamenti pubblici, posti di sottogoverno e quant’altro ed il tutto a spese di tutti quanti i cittadini della provincia di Agrigento, costretti, tra l’altro, a pagare le
bollette dell’acqua tra le più care d’Italia! E per ora, qui mi fermo, anche se ci sarebbe molto da dire sui ricorsi, i pareri, i contratti fasulli, l’assenza di concessioni per quanto riguarda la gestione dell’acqua, le illegittime proroghe per i rifiuti, l’accentramento in poche mani di interessi ed affari miliardari, garantiti da una classe politica debole, inerme, inetta, connivente e/o compiacente, sommersa dai rifiuti, vittima dell’emergenza e, come
si suole dire, nel nostro caso, con l’acqua alla gola. Chiedo di essere sentito. Al di là del discredito. Al di là della sublime operazione fango perpetrata ai danni della mia persona e della mia storia personale e familiare, oltre che politica, scaturita da una miriade di denunce presentate da chi, oggi, magari siede in un consiglio di amministrazione o tiene i suoi uomini ad occuparsi di questi loschi affari d’acqua. Al di là dei finti paladini della legalità che coprono questi insani interessi che riguardano acqua e rifiuti, vi prego di
ascoltarmi anche perché non verrà difficile dimostrare che il tempo mi darà ragione. Auspico anche che si faccia chiarezza rispetto ai patrimoni accumulati da quanti sguazzano in questi ed in altri affari che, ieri erano i lavori pubblici, oggi sono i servizi che, di pubblico, fanno registrare solo le perdite per noi miseri cittadini e di privato, delle ricchezze smisurate che riguardano le infami speculazioni su acque, rifiuti ed energie rinnovabili. Il tutto garantito non sempre in maniera legittima e legale, Anzi!Salvatore Petrotto


















