“Una immediata ispezione per verificare lo stato di funzionamento del Distretto Socio-Sanitario D1 di Agrigento affinché venga avviato l’iter per il suo scioglimento”. La proposta, indirizzata all’Assessore Regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali, è del sindaco di Raffadali Silvio Cuffaro. “Le ragioni sono semplici – spiega il sindaco – intanto per grave, continua e reiterata inadempienza e poi per il mancato funzionamento del Comitato dei Sindaci”. Ieri un’ennesima seduta di quest’ultimo organismo è andata deserta. “Amministratori quasi tutti assenti – precisa Cuffaro – oltre al sottoscritto, erano presenti solo gli assessori incaricati dei comuni di Realmonte e Sant’Angelo Muxaro. il Comitato dei Sindaci del Distretto D1, salva qualche eccezione, sembra dunque disinteressarsi completamente delle sofferenze che provengono dal territorio amministrato. Fasce sempre più estese della popolazione, quali anziani, disabili, minori a rischio, ragazze madri, disoccupati e famiglie meno abbienti soffrono grandi disagi. E a fronte di questo drammatico scenario, Il distretto di Agrigento, uno degli ultimi della Sicilia nella programmazione e di conseguenza nell’attivazione dei servizi – aggiunge – tiene bloccati da alcuni mesi quasi 5 milioni di euro, provenienti dallo Stato con il finanziamento della legge N° 328 del 2000. Una situazione non più tollerabile – osserva Silvio Cuffaro – è moralmente inaccettabile e istituzionalmente delittuoso lasciare risorse inutilizzabili. Da qui allora la mia richiesta all’Assessorato Regionale competente di assumere i provvedimenti del caso, quelli da me indicati, e di procedere all’assegnazione dei fondi ai singoli comuni, al fine di agevolare le amministrazioni virtuose che hanno mostrato senso di responsabilità. Come il Comune di Raffadali, affinchè si possano assicurare i servizi essenziali ai cittadini. Non sono escluse ulteriori clamorose iniziative per censurare, nelle sedi competenti, le gravissime omissioni del Distretto Socio- Sanitario D1 di Agrigento” – conclude Silvio Cuffaro.

















