Il consiglio comunale ha approvato il Bilancio di previsione 2010. Hanno votato a favore tredici consiglieri comunali di maggioranza. Prima della fine della trattazione degli emendamenti il Pd, Campobello Libera e Insieme per Campobello, hanno deciso di lasciare l’aula per protesta, in particolare prima dell’approvazione dell’emendamento “tecnico” sui cantieri di lavoro, che era stato presentato da tutti i capigruppo consiliari della maggioranza: Totò Gammacurta (Libertà e Autonomia), Giuseppe Lombardi (Uniti per la città) e Giovanni Nigro (Campobello Biancoazzurra). L’emendamento è stato esitato. “Esprimo piena soddisfazione sull’approvazione del Bilancio – dice il sindaco Michele Termini -, abbiamo dato prova di una maggioranza coesa e responsabile e ringrazio tutti consiglieri della disponibilità e della professionalità nell’affrontare un tema cosi delicato come il Bilancio . Questo non si può dire lo stesso dell’opposizione, la quale, dopo poche battute sterili e spesso strumentali che trovavano tra l’altro parere a contrario anche da parte del segretario generale e del responsabile dell’area Finanziaria, hanno abbandonato l’aula dimostrando assoluta insensibilità per i cittadini che a causa delle problematiche relative al Patto di Stabilità, hanno dovuto subire diversi disservizi che, come è noto, non erano attribuibili all’inefficienza di questa Amministrazione. Il Bilancio, anche se approvato il 9 novembre, è assolutamente rispettoso dei parametri del Patto di Stabilità. E questa è grande conquista dell’Amministrazione e della maggioranza consiliare che ha creduto in questa lunga battaglia che mi ha visto battere in prima linea per il raggiungimento di questo obiettivo”. Cosa vuol dire avere rispettato il Patto di Stabilità? “Prima di tutto – risponde il sindaco – risanare i conti del Comune per un importo pari a sei milioni e mezzo di euro, e poi evitare tutte quelle sanzioni che scaturivano, come ad esempio il blocco della stabilizzazione dei precari. Quindi, oggi, i conti sono a posto e possiamo ripartire con slancio avendo alle spalle quella prospettiva del dissesto che avrebbe portato al collasso la nostra economia e i nostri servizi essenziali”.

Giovanni Blanda