Il rito sarà presieduto da Benedetto XVI. Lo ha comunicato padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede.

Oggi il Papa ha ricevuto in udienza il cardinale Angelo Amato, e ha autorizzato il dicastero per le Cause dei santi a promulgare il decreto sul miracolo attribuito all’intercessione di Papa Wojtyla, chiudendo così l’iter per la beatificazione. Un percorso veloce, iniziato nel giugno 2005, a circa tre mesi dalla morte, grazie a una dispensa voluta da Benedetto XVI (la prassi prevede che passino almeno cinque anni dal decesso). “Tale provvedimento fu sollecitato dall’imponente fama di santità, goduta dal Papa Giovanni Paolo II in vita, in morte e dopo morte” si legge in una nota della Congregazione per la dottrina della fede, diffusa oggi, che ripercorre le tappe principali del processo. Con due importanti sottolineature, a fugare eventuali dubbi.


La prima sui tempi: a parte la dispensa iniziale, “furono osservate integralmente le comuni disposizioni canoniche riguardanti le Cause di beatificazione e di canonizzazione”. La seconda sul miracolo: non si fa cenno a richieste di approfondimento e nuove perizie, ma si comunica che dopo lo studio della documentazione ad essi sottoposta i membri della Commissione medica si sono espressi a favore del miracolo.

Con la beatificazione “la Chiesa riconosce che Karol Wojtyla ha dato una testimonianza eminente ed esemplare di vita cristiana, è un amico e un intercessore che aiuta il popolo in cammino a rivolgersi a Dio e ad incontrarlo” ha detto padre Lombardi alla Radio Vaticana.

“La sua vita e il suo Pontificato sono stati percorsi dalla passione di far conoscere al mondo intero in cui egli è vissuto la consolante ed entusiasmante grandezza della misericordia di Dio: di questa il mondo ha bisogno” ha detto. Perciò, “giustamente, avremo la gioia di celebrare la Beatificazione solenne nel giorno in cui egli stesso ha voluto che tutta la Chiesa rivolga il suo sguardo e la sua preghiera a questa Divina Misericordia”.

Dal giugno 2005 all’aprile 2007, sono state celebrate l’inchiesta diocesana principale, a Roma, e quelle rogatoriali in diverse diocesi, sulla vita, sulle virtù e sulla fama di santità e di miracoli. Nel giugno 2009, esaminata la relativa Positio, nove consultori teologi del dicastero per le Cause dei santi hanno dato il loro parere positivo in merito all’eroicità delle virtù di Giovanni Paolo II.

Nel novembre successivo, seguendo l’usuale procedura, la Positio è stata sottoposta al giudizio dei cardinali e vescovi del dicastero, che si sono espressi con sentenza affermativa, così che il 19 dicembre 2009 il Papa ha autorizzato la promulgazione del decreto sull’eroicità delle virtù, dichiarando Wojtyla “venerabile”. Si è sempre scritto che il processo ha subito una battuta d’arresto lo scorso anno, nel momento in cui doveva essere riconosciuto il miracolo attribuibile all’intercessione di Papa Wojtyla, in quanto la commissione medico-scientifica incaricata di studiare le pratiche relative al caso di guarigione ottenuta per intercessione del Papa polacco, non avrebbe dato subito il via libera, richiedendo una nuova perizia.

La Congregazione chiarisce anche le dinamiche relative a questo aspetto. Il caso è quello di suor Marie Simon-Pierre, una religiosa dell’Institut des petites soeurs des maternitès catholiques che nel giugno 2005, a 44 anni, sarebbe stata guarita dal Parkinson dopo aver invocato Giovanni Paolo II.

Si legge nella nota che gli atti dell’inchiesta canonica “furono sottoposti all’esame scientifico della Consulta medica del dicastero delle Cause dei santi il 21 ottobre 2010. I suoi periti, dopo aver studiato con l’abituale scrupolosità le testimonianze processuali e l’intera documentazione, si espressero a favore dell’inspiegabilità scientifica della guarigione”.

Lo stesso è successo il 14 dicembre scorso, con il via libera dei teologi, che hanno riconosciuto il miracolo come attribuibile al Pontefice. Infine, l’11 gennaio scorso, si è tenuta la sessione ordinaria dei cardinali e dei vescovi della Congregazione, i quali hanno emesso un’unanime sentenza affermativa.

Nella giornata di oggi, Benedetto XVI ha dato il via libera anche alla pubblicazione di altri due miracoli, attribuiti all’intercessione di Antonia Maria Verna, e di Giuseppe Toniolo. Per entrambi si apre dunque la strada della beatificazione. Canonizzazione in vista per cinque suore professe dell’Istituto delle Figlie della Divina Carità, uccise in odio alla fede in Bosnia-Erzegovina tra il 15 e il 23 dicembre 1941. È stata infine riconosciuta l’eroicità delle virtù di cinque servi di Dio.