C’è anche una società dell’Agrigentino nell’indagine conclusa con l’accertamento di fatture fittizie per un ammontare complessivo di oltre 180 milioni di euro, 11 arresti e 29 denunce a parte del Nucleo di Polizia Tributaria della Gdf di Brescia, iniziata nel 2008, su una maxi frode fiscale nel settore del commercio dei rottami metallici. Coinvolte 15 imprese in Lombardia, Sicilia e Campania. In particolare, 8 dei destinatari delle ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Brescia sono di Lumezzane, uno di Cellatica (entrambi i paesi si trovano in provincia di Brescia), uno di Formia (in provincia di Latina) ed uno è tuttora ricercato. Sono stati sequestrati 130 unità immobiliari, 20 autoveicoli e 6 motocicli, per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro. Tra le auto sequestrate, una ‘Wiesman Roadster’, prodotta a mano in numero limitato, del valore commerciale di 300mila euro. Al centro del sistema di frode 3 società cartiere (con sede ad Arzano, in provincia di Napoli, Ravanusa, in provincia di Agrigento e Paderno Franciacorta, in provincia di Brescia), ossia “costituite al solo scopo di emettere fatture fittizie a copertura contabile di consistenti acquisti di rottame metallico effettuati in nero da società commerciali realmente operative, localizzate nelle province di Brescia (Lumezzane, Villa Carcina, Gardone Val Trompia, Torbole Casaglia) e Napoli”.











