Il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha respinto il ricorso sulla revoca del 41 bis all’ex capo di Cosa nostra agrigentina, Giuseppe Falsone, catturato a Marsiglia, in terra di Francia, il 25 giugno dello scorso anno. Il ricorso è stato ritenuto inammissibile, perché presentato in ritardo. La richiesta di revoca del 41 bis, il regime del “carcere duro” era stata avanzata lo scorso 1 settembre dall’avvocato Giovanni Castronovo, difensore del boss di Campobello di Licata. Secondo il Tribunale di Sorveglianza il ricorso per la revoca del 41 bis, andava proposto e presentato nel termine dei 20 giorni, decorrente dal giorno della notifica del provvedimento, cosa che non sarebbe avvenuta. All’ex capomafia il 41 bis è stato notificato lo scorso 11 agosto; il ricorso, invece, è stato presentato il primo di settembre. Il ricorso è stato giudicato inammissibile in quanto presentato 1 giorno oltre il termine previsto. L’avvocato Castronovo ha annunciato che presenterà ricorso in Cassazione. < Dichiarando l’inammissibilità i giudici non sono entrati nel merito della questione – spiega l’avvocato Castronovo – sostenendo che il ricorso sia stato presentato oltre il termine  di venti giorni stabilito dalla legge. In realtà il calcolo doveva partire, a giudizio della difesa, non dalla data di notifica del provvedimento all’indagato ma al difensore. E in ogni caso andavano considerati i termini della sospensione feriale che sanerebbero eventuali ritardi. È per questo che faremo ricorso per Cassazione >.