Il paese di Ravanusa è in coma Ricostruiamolo cominciando da:

– Abbattimento del 50% dei costi del gettone di presenza dei Consiglieri e delle indennità di carica degli Amministratori;


– Eliminazione di tutte le Commissioni: il Consiglio comunale propone e il Consiglio dispone;

– Eliminazione della figura del direttore generale della quale non si è mai sentita l’esigenza e con un segretario comunale a tempo pieno;

– Razionalizzazione deli incarichi esterni, specie nelle controversie legali. Queste spese di solito sono più del guadagno per il Comune;

– Ritorno all’acqua pubblica, e comunque il rispetto delle tariffe che si pagavano al Comune prima dell’avvento della gestione privata;

– Differenziata, smaltimento rifiuti solidi urbani: ci sono mezzi e uomini sufficienti perchè il Comune possa gestirla autonomamente e senza costi alti;

– Controllo giornaliero della quantità e della qualità di acqua che viene fornita;

– Controllo costi “ATO” smaltimento rifiuti sulle tariffe: non si capisce il motivo degli aumenti delle tariffe da parte del sindaco, nel momento in cui l’ATO non paga o ritarda i pagamenti delle maestranze e nello stesso tempo acquista a Ravanusa un immobile per euro 450.000. Qualcosa non quadra e quindi tocca fare chiarezza;

– Le strade del paese, permanentemente disastrate, possono essere facilmente e giornalmente riparate senza costi esosi. Il Comune ha mezzi e uomini sufficienti per adoperarsi in merito;

– Le strutture pubbliche fino ad oggi “binario morto” possono e devono essere messe a disposizione della comunità, così come possono diventare presupposti occupazionali;

– Fare in modo che la cosa pubblica ritorni ad essere la casa di tutti i cittadini, con una gestione trasparente e senza quegli inciuci che, fino ad oggi, hanno visto l’opposizione assente;

– Riguardo le somme da recuperare per le sanatorie (con dolo gravissimo di responsabilità precise), ci chiediamo perchè il nostro Comune non abbia ancora provveduto a portare i sevizi essenziali per coloro che la sanatoria in concessione edilizia l’hanno già pagata da molti anni.

Abbiamo bisogno di una nuova classe dirigente

che entri in politica per dare e non…per prendere.

Contatti: resistenzasiciliana@gmail.com