Si è parlato di immigrazione come problema ma anche dei suoi aspetti sociali e della possibilità che sia una risorsa questa mattina ad Agrigento per iniziativa del Centro Studi “Pio La Torre”. Nell’intervento d’apertura Vito Lo Monaco, presidente del Centro La Torre, ha tracciato una panoramica del fenomeno dell’immigrazione dagli anni ’50 ad oggi. “La Sicilia da terra di emigrazione –ha detto Lo Monaco- è diventata terra di accoglienza”. Il fenomeno però ha molte facce che pongono seri problemi di difficile approccio e soluzione.

A cercare di darne qualcuna ci ha provato Luigi D’Angelo, presidente del Tribunale di Agrigento, che deve fare i conti “con una normativa in evoluzione, con cifre ingovernabili e con un organico inadeguato per la normale giurisdizione”. “I nostri uffici –ha detto D’Angelo- cercano l’appoggio di Caritas, volontariato e Prefettura per affrontare l’emergenza dei minori accompagnati, oltre 500 quelli arrivati in questa primavera, per evitare che finiscano al centro di traffici”.


Gli fa eco Lorenzo Trucco, presidente dei giuristi che si occupano d’immigrazione, che denuncia una “normativa repressiva, incomprensibile ed inapplicabile che non informa chi si trova nell’emergenza”.

Don Franco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, denuncia i contrasti sul fenomeno dell’immigrazione. “Gli africani non sono accettati rispetto ai rumeni che sono giunti sempre da clandestini in Italia. La popolazione accetta invece chi è diverso da loro solo se diventano dei miti come gli atleti o gli attori. Gli immigrati sono una risorsa umana che bisogna valorizzare e riscoprire anche perché non è valida l’idea preconcetta che chi arriva in Sicilia, in Italia è un delinquente. E’ solo gente che fugge dalla paura e dal dolore”. I lavori continueranno nel pomeriggio.