L’istituzione scolastica dovrebbe essere una maestra di vita, un luogo dove imparare le regole per una convivenza civile. Tra gli adolescenti però, vigono spesso delle regole che se non rispetti, ti rendono la vita molto difficile. Se non si sta dalla parte giusta, i problemi sono più o meno seri. Aggressioni, prepotenze, estorsioni e umiliazioni sono comuni tra i ragazzi che, alle superiori, hanno l’aria di voler badare a se stessi. Il cosiddetto bullismo, è un fenomeno molto radicato anche a Canicattì.

Abbiamo approfondito quest’argomento con uno studente di un liceo canicattinese. “ Chi non sta alle regole viene considerato fuori dal gruppo – commenta Gero – tra di noi vige un regolamento molto complesso. Chiaramente non parlo di atti illegali ma di un codice di comportamento che va rispettato.


Chi si rifiuta o comunque esce fuori dal gruppo, è considerato diverso e per questo isolato”.

Il bullismo dunque, è presente in diverse realtà scolastiche e spesso l’argomento non è affrontato in maniera adeguata. Le prepotenze nell’età adolescenziale, sono un fenomeno radicato.

Il bullismo, a volte, degenera in gravi episodi di cronaca. “Che il problema esista è innegabile – spiega Gero – anche io in passato sono stato vittima, in alcuni casi, e “carnefice” in altri. Non mi riconosco nel ruolo di bullo, ma sicuramente sono un ragazzo che sa farsi rispettare”.

Al primo posto tra le angherie commesse dagli studenti delle scuole superiori, vi sono le aggressioni verbali. “ Possono sembrare banali – continua – ma non è così. Esser preso ogni giorno di mira per i tuoi piccoli difetti fisici, può distruggerti l’esistenza. Per non parlare poi degli scherzi pesanti, quelli che fanno rabbia fino alle lacrime. Il lancio dalla finestra di libri e quaderni, il diario fatto a pezzi, fino alle aggressioni e ai piccoli furti che non si possono più neppure chiamare scherzi”.

L’ essere forti e vincenti dunque, in molti casi, prevale al sentimento di vera e sincera amicizia.