Il Comune di Ravanusa ha riaperto il cantiere di lavoro per disoccupati, sospesa nei giorni scorsi e che aveva suscitato le veementi proteste dei lavoratori. Il comune ha infatti pagato le indennità fino al 17 maggio. Lo stato di agitazione è rientrato ma rimane aperto il contenzioso tra i lavoratori del cantiere “Canale”, rimasto illegittimamente sospeso per 22 giorni e il Comune di Ravanusa, che è l’ente gestore ed erogatore delle indennità. All’udienza del 16 giugno scorso, dinanzi al Giudice del Lavoro di Agrigento, Gaia Muscato, il Comune si è costituito rilevando di avere riaperto il cantiere e di avere pagato le indennità. “Io, legale nominato dai lavoratori – afferma l’avvocato Lillo Massimiliano Musso -, mi sono limitato a prenderne atto e a rilevare che si è trattato di una dinamica causa-effetto, in altri termini, il Comune ha riaperto il cantiere ed ha pagato proprio in seguito al ricorso d’urgenza introdotto dinanzi al Giudice del Lavoro. Posto che i procedimenti cautelari necessitano di particolari presupposti sostanziali e rilevato che questi sono venuti meno in corso di causa, ho chiesto al Giudice di dichiarare la soccombenza virtuale del Comune di Ravanusa e la condanna di questo alle spese legali. Il Giudice ha trattenuto la causa in decisione. In pratica, deve decidere chi avrebbe “vinto” se il Comune non avesse fatto quello che noi abbiamo chiesto prima della conclusione della causa”. “Una decisione importante – prosegue l’avvocato Musso perché si fa carico di stabilire un principio di civiltà, educando i cittadini a rivolgersi alla giustizia per trovare ragione, con il riconoscimento della pari dignità di tutti i lavoratori e della responsabilità dell’ente locale che ha il dovere di applicare la legge senza eccezioni”.
Giovanni Blanda











