Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, è arrivato nella Prefettura di Agrigento, accolto dal prefetto Francesca Ferrandino, e dai vertici provinciali delle forze dell’ordine e delle autorità di massima sicurezza per discutere sui temi della sicurezza i merito all’emergenza immigrazione. Fini ha incontrato, nei locali di piazza Vittorio Emanuele, i responsabili provinciali dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Questura e della Capitaneria di Porto, il sindaco Marco Zambuto, il presidente della Provincia Eugenio D’Orsi e il presidente del Tribunale  Luigi D’Angelo. Assente al cerimoniale  il rappresentante della procura della Repubblica, perchè pare, da indiscrezioni trapelate, non invitata a partecipare. All’incontro invece, ha preso parte una rappresentanza di imprenditori locali, guidati dal senatore  Benedetto Adragna. A seguire, il presidente della Camera si è spostato al Teatro Pirandello, per partecipare al convegno dal titolo “Emergenza immigrazione: una sfida da vincere”. Ad accompagnarlo, il coordinatore regionale di Futuro e Libertà, Carmelo Briguglio, ed il coordinatore provinciale, Luigi Gentile. E’ stato proprio quest’ultimo a intervenire, prima di lasciare la parola al presidente della Camera.

Bagno di folla al Teatro Pirandello per il Presidente della Camera, Gianfranco Fini in visita istituzionale ad Agrigento. Nel pomeriggio l’incontro in Prefettura, dove ha tenuto un vertice con il Prefetto, il Questore, il presidente del Tribunale di Agrigento ed i comandanti dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Capitaneria di Porto. Al termine, Fini, accompagnato dal deputato regionale di FLI, Luigi Gentile, si è recato al Teatro Pirandello, per partecipare al convegno: “Emergenza immigrazione: una sfida da vincere”, a cui sono intervenuti, fra gli altri, il coordinatore regionale di Futuro e Libertà, Carmelo Briguglio, il sindaco Marco Zambuto e il presidente della Provincia regionale Eugenio D’Orsi, che hanno portato i saluti della città e del territorio provinciale. Poi è stato il turno del coordinatore provinciale Luigi Gentile, “La visita del Presidente Fini- ha dichiara il parlamentare regionale, Luigi Gentile – testimonia la sua sensibilità ed attenzione nei confronti di un problema, l’immigrazione clandestina, che attanaglia la nostra provincia raggiungendo livelli insostenibili ed a cui bisogna porre rimedio con soluzioni definitive”. Sul palco sono intervenuti anche, Anna Lisa Alongi, per le donne di Futuro e libertà, il sindaco di Naro Pippo Morello. Mentre una ragazzina, Federica Versaci, ha proposto una poesia dal titolo,”Come vorrei l’Italia”. Gli amministratori locali, provinciali e ragionali hanno chiesto lo sblocco dei fondi Fas, indispensabili per il rilancio economico del territorio agrigentino. Prima dell’intervento di Fini, è stato proiettato un filmato, sul futiro dell’Italia vista dal FLI. “La Bossi-Fini la rifarei ma con qualche aggiustamento e con qualche aggiornamento – cosi’ si è presentato il presidente della Camera Gianfranco Fini, che ha continuato -. Bisogna rispettare sempre il principio umanitario che prevede l’accoglienza per chi ne ha il diritto, serve invece il massimo rigore e quindi l’accompagnamento per tutti gli altri”. Parlando della presenza dei centri d’accoglienza ‘galleggianti’ al porto di Palermo, ha sottolineato che: “la questione dell’immigrazione – ha ripreso – dipende anche da quello che sta accadendo nei Paesi del Nordafrica. Non c’e’ dubbio che quello che e’ accaduto in Tunisina e in Libia ha fatto riprendere i flussi. Se non interviene l’Unione europea in prima linea, che deve scoprire di essere anche un soggetto politico oltre che una moneta, non ci sara’ nulla da fare per affrontare l’emergenza immigrazione in Italia. E’ una partita persa in partenza. La prima partita da vincere e’ la cooperazione per lo sviluppo. Bisogna però essere inflessibili alle frontiere con chi entra clandestinamente. Non puo’ che essere riaccompagnato da dove e’ arrivato. Il discorso cambia per chi ha il diritto di chiedere asilo. C’è la necessita’ di stipulare degli accordi con i paesi di provenienza dei migranti. Occorrono politiche nazionali. Nessuno ci puo’ chiedere di aprire le porte indiscriminatamente”. Parlando di elezioni Fini ha spiegato, “Sicuramente non passera’ molto tempo e gli italiani saranno chiamati al voto. Cambiare le legge elettorale e’ sacrosanto perche’ gli elettori hanno il diritto di scegliere chi li rappresenta. Da piu’ parti c’e’ l’invito al presidente del Consiglio di fare un passo indietro ma realismo impone di prendere atto che il premier non intende fare questo passo indietro e ha ragione fino a quando c’e’ una maggioranza che va avanti. Quando non si hanno argomenti si dicono anche queste amenità. L’asse Berlusconi-Bossi non puo’ rappresentare il centrodestra in Italia, il paese merita un sistema politico che non sia la scelta da un lato tra Berlusconi e Bossi e dall’altro Bersani. La maggior parte degli italiani chiede qualcosa di diverso”. Nel suo intervento non è mancato un pensiero al segretario nazionale del Pdl Angelino Alfano. “Alfano e’ costretto ad ingoiare ogni giorno bocconi amari, come quello di accettare che Bossi dica ogni giorno quelle cose inaccettabili, pur di mantenere la gestione del potere. Chiedo al segretario nazionale del Pdl che e’ proprio di questa provincia, che cosa aspetta a intervenire e permette che Bossi continui a dire tutte quelle cose?”. Sulla questione lagalità Fini si è detto stupito come mai il Pdl tiene ancora nascosto nel cassetto il ddl anticorruzione. “Non e’ una bandiera da alzare gli uni contro gli altri. La legalita’ non ha colori. La difesa di alcuni valori fondamenteali e’ di tutti. Anche se il vero problema e’ la crisi, il precariato, la disoccupazione. Non certo il ddl intercettazioni”. C’è stato anche il tempo per commentare l’appello lanciato dal cardinal Bagnasco, che ha affermato che l’immagine del Paese e’ stata danneggiata. “Quello del cardinal Bagnasco e’ un monito che mi auguro venga tenuto nella dovuta e maggiore considerazione – ha aggiunto – perche’ e’ un appello alle coscienze e a tutti coloro che hanno delle responsabilita’ ad onorarle anche con i comportamenti”. Subito dopo la fine del convegno, presso la saletta denominata “contro foyer” del teatro Pirandello, il Presidente della Camera incontrerà gli amministratori, gli imprenditori e le forze sociali della provincia agrigentina. Assente al cerimoniale il rappresentante della procura della Repubblica, perchè pare, da indiscrezioni trapelate, non invitata a partecipare.


[nggallery id=212]

Foto  © AgFlash