“La moratoria sulla soppressione dei punti nascita è un risultato ottenuto “cum grano salis”. La chiusura del punto a Licata era apparsa sin da subito affrettata se non altro perché non si considerava l’ampio bacino di utenza. Ora abbiamo davanti un anno per operare anche attraverso le deroghe e garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini siciliani. Quando si tratta di nascituri non è ammessa, per il rischio che corrono bambini e mamme, la pedissequa ottemperanza di norme algide che non tengono minimamente conto delle periferie ovvero dei presidi distanti dai capoluoghi di provincia”. Lo afferma Totò Cascio deputato dei Popolari di Italia domani all’Ars e componente della commissione Sanità.