Tre cortei studenteschi e uno dei Cobas hanno paralizzato Palermo ieri mattina. Nella giornata internazionale per il diritto allo studio hanno manifestato contemporaneamente gli studenti della rete dei collettivi, universitari del centro Anomalia e Coordinamento studenti medi, e Rete degli studenti medi che hanno organizzato tre diverse manifestazioni spostandosi senza prevviso per diverse strade.
Pacifici e meno numerosi i cortei della rete dei collettivi e degli studenti medi che hanno girato per via Ruggero Settimo, via Cavour, via Roma, piazza Castelnuovo per poi “accamparsi” con le tende davanti al Massimo, dove si trovavanp anche i lavoratori del sindacato Cobas. Scontri, invece, tra studenti delle superiori e dell’università e forze dell’ordine. La loro manifestazione, cui hanno partecipato oltre mille ragazzi, è partita da piazza Verdi per dirigersi prima verso la sede dell’Agenzia delle Entrate in via Volturno, poi verso le banche che hanno trovato lungo via Roma.
Gli studenti hanno assaltato Banca Intesa San Paolo e poi la sede del Banco di Sicilia cercando di occuparle, ma sono stati subito sgomberati dagli agenti di polizia intervenuta antisommossa che spesso hanno fatto ricorso ai manganelli. Negli scontri ha avuto la peggio un senzatetto, Giovanni Pisciotta, che è stato colpito alla testa. Il ferito ha continuato a marciare con gli studenti fino alla sede della presidenza della Regione, a palazzo d’Orleans, dove è svenuto. L’uomo è stato portato in ospedale con un’ambulanza.
Una cinquantina di studenti universitari ha interrotto un convegno in corso a villa Zito, sede della fondazione Banco di Sicilia, sulla collaborazione tra la stessa fondazione e la facoltà di Architettura. “Per fare ripartire questo Paese non c’è bisogno di queste iniziative – ha detto il portavoce della protesta, Giorgio Martinico, prendendo la parola -. Non ce ne frega niente di salvare queste banche da debiti che non abbiamo creato noi. Fuori i privati dalle università e dalle scuole”. I ragazzi hanno esposto uno striscione con scritto: “Contro il governo e le università delle banche”.
La protesta studentesca punta anche sulla tecnologia e sull’informazione. I ragazzi, grazie a un ufficio stampa fatto da loro, comunicano in tempo reale i loro spostamenti ai mezzi d’informazione grazie ad Iphone e Blackberry. L’ultima tappa è stata la cittadella universitaria dove i ragazzi hanno lasciato la statua di “santa insolvenza” proprio davanti all’opera universitaria Santi Romano. “Questa statua – dicono – rappresenta quello che ci sta più’ a cuore: non vogliamo pagare il debito dovuto alle speculazioni finanziarie e ai privilegi di pochi”.
Un’altra manifestazione riguarda invece Cobas e Cub, contro possibili manovre del nuovo governo che potrebbero portare a tagli a redditi, pensioni e salari.












