“La Regione ha messo sul tavolo ingenti risorse economiche: 50 milioni di risorse pubbliche per la ristrutturazione dei bacini da 19 e 52 mila tonnellate dello stabilimento di Palermo. Lo abbiamo fatto, d’accordo con Fincantieri, perché crediamo nel rilancio della cantieristica navale in Sicilia. Per questo motivo parlare oggi, in questo momento delicato per il Paese e ancor di più per la Sicilia, di esuberi o licenziamenti crea un sostanziale clima di panico nei lavoratori che temono di perdere il lavoro”. Lo ha detto l’assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi, partecipando all’incontro in Prefettura sul futuro dello stabilimento palermitano.

“Fincantieri – ha aggiunto – è un grande gruppo mondiale partecipato dallo Stato ma è anche vero che il Governo siciliano ha investito, mentre in altre sedi Italiane nessun altro ente locale ha fatto altrettanto. Ci aspettiamo, nell’ottica del buon senso e per una migliore costruttività, che Fincantieri porti a Palermo le commesse privilegiando un territorio che ha messo soldi pubblici a differenza di altri siti. E che si parli di prospettive e di futuro e non di licenziamenti”.


“Comprendo lo stato d’animo dei lavoratori – ha concluso l’assessore – ma è necessario evitare altre agitazioni e sospensioni delle attività che rischiano di compromettere l’esistenza in vita dello stabilimento stesso: perché c’è il rischio che gli armatori non vogliano più portare navi in riparazione a Palermo per il rischio ritardi sulle consegne”.

Per tutta risposta, la Fiom-Cgil dichiara, per il mese di gennaio, 8 ore di sciopero generale di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori del Gruppo Fincantieri “contro l’accordo separato e per la sua modifica, da effettuarsi con modalità che verranno decise dal Coordinamento nazionale Fincantieri convocato per lunedì 16 gennaio a Roma”.

“L’incontro svoltosi a Roma ieri con il ministro dello sviluppo non ha modificato la situazione che si è determinata con l’accordo separato sulla riorganizzazione sottoscritto il 21 dicembre scorso”, scrive la Fiom in una nota, ricordando che le tute blu della Cgil hanno manifestato al ministro Passera “la necessità di un intervento del Governo per modificare il piano presentato dall’azienda, soprattutto nelle parti che determinano la cancellazione della missione produttiva dei cantieri di Sestri Ponente e di Castellammare di Stabia, il taglio agli organici di oltre 1.200 addetti e l’ulteriore esternalizzazione di funzioni e attività”.

Il ministro da parte sua “ha dichiarato l’impegno a ricercare soluzioni industriali per mantenere l’attività negli otto cantieri”, ma si è “solo genericamente impegnato a verificare con l’azienda la situazione dei carichi di lavoro, e non si è impegnato a fissare in tempi rapidi un incontro per discutere degli sviluppi industriali del gruppo. Inoltre – evidenzia la Fiom -, non ha dato alcuna disponibilità ad intervenire sul complessivo processo di riorganizzazione definito dall’accordo separato”.

“La Fiom-Cgil considera l’esito dell’incontro insufficiente per rispondere alle richieste manifestate dai lavoratori nelle assemblee e attraverso le iniziative di lotta effettuate”, prosegue la nota. “Per queste ragioni, la Fiom-Cgil conferma lo stato di agitazione e il sostegno a tutte le iniziative che verranno programmate rispetto a questo scenario – a partire da quelle oggi in corso a Genova, Porto Marghera e Palermo” e dichiara le otto ore di sciopero per il mese di gennaio.