E’ attesa nelle prossime ore la decisione dei giudici della Corte d’Appello di Palermo sulla richiesta di concedere una misura meno afflittiva rispetto al carcere a Calogero Onolfo, il settantatreenne di Canicattì accusato dell’omicidio della sua ex moglie di origine romena Costanta Paduraru. Il suo legale di fiducia, l’avvocato Diego Giarratana, infatti, ha presentato istanza di concessione dei domiciliari per il suo assistito ai giudici della Corte d’Assise del capoluogo siciliano dinanzi ai quali il 6 marzo prossimo, si aprirà il processo di secondo grado. Giarratana, ha chiesto che il suo assistito attualmente rinchiuso nel carcere di Termini Imerese, venga posto ai domiciliari considerata la sua età avanzata e le sue condizioni di salute non proprio ottimali. L’imputato, nel marzo dello scorso anno, al termine del processo celebrato dinanzi al Gup del Tribunale di Agrigento con il rito abbreviato, venne condannato a 16 anni di reclusione per l’omicidio della ex moglie romena, Constanta Paduraru, 52 anni. I fatti risalgono al 31 gennaio 2010, quando vicino alla chiesa di San Domenico a Canicattì, la donna venne ferita da una serie di coltellate. Deceduta poco dopo l’aggressione, aveva fatto in tempo a indicare nell’ex coniuge il colpevole, che aveva agito di fronte a numerosi testimoni. I carabinieri individuarono quel giorno stesso il movente nel fatto che la donna si rifiutava di tornare a vivere col pensionato. L’arma del delitto, che secondo gli investigatori fu un lungo e acuminato coltello da cucina, non è mai stata ritrovata. Il decesso di Costanza Paduraru avvenne sull’ambulanza che la stava trasportando in ospedale. Fu la vittima a fare il nome dell’aggressore prima che spirasse. L’uomo comunque poco dopo l’omicidio si è costituito ai carabinieri.












