Con una nota inviata al sindaco, presidente del consiglio capigruppo consiliari, segretario comunale e, per conoscenza al Prefetto, sono ventinove i precari in servizio al Comune di Ravanusa che hanno proclamato lo stato di agitazione. Essi chiedono “la trasformazione a tempo indeterminato dei loro contratti di diritto privato e la loro assunzione nella pianta organica dell’Ente”. “Ritengono – dicono – che la normativa regionale recante “Procedure di stabilizzazione e proroga di contratti”, pone gli Enti utilizzatori di lavoratori contrattualizzati di poterli stabilizzare definitivamente mediante la trasformazione dei rispettivi rapporti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, correttamente indicato”. “Il personale P.U.C. – spiega uno dei contrattisti a nome di tutti, Santo Calafato, utilizzato presso l’Utc – invita l’ Amministrazione comunale, perché faccia propria la circolare regionale n. 3/2011 ed avvii senza indugio il processo di stabilizzazione definitiva per il personale precario ex art. 23, da completare entro il 31.12.2012 seguendo le direttive e le disposizioni regionali nella stessa evidenziate. Noi rammentiamo che il cofinanziamento annuale dell’Ente per i 29 lavoratori P.U.C. (circa €uro 55.000) è esiguo rispetto al beneficio ottenibile per le rispettive famiglie coinvolte ed inciderebbe minimamente sul rispetto del Patto di Stabilità interno nonché sulla gestione dei conti dell’Ente che risulterebbero appagati”. Calafato aggiunge che “con la nota inviata, noi contrattisti invitiamo il Consiglio Comunale, ad esprimere, in sede di pubblica seduta, la volontà o meno di attuare i processi assunzionali consentiti dalle normative in materia dei lavoratori contrattualizzati e poterli stabilizzare definitivamente mediante la trasformazione dei rispettivi rapporti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato inserendoli nella pianta stabile dell’Ente fermo restando il finanziamento Regionale”. “ Noi contrattisti – conclude – chiediamo, inoltre, al Presidente del Consiglio di discutere la problematica nella prossima seduta consiliare utile. Per quanto detto, invitiamo l’Ente ad adottare tutte le procedure a tutela degli interessi legittimi degli scriventi e a dare un cortese quanto sollecito. Abbiamo contattato alcuni consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza i quali ci hanno assicurato che l’argomento in questione sarà al più presto posto all’ordine del giorno del Consiglio comunale con l’auspicio che si esprima favorevolmente alla stabilizzazione definitiva del personale precario ex art. 23 e che sia di impulso a questa Amministrazione attiva affinché avvii senza indugio il processo di stabilizzazione e l’inserimento nella pianta stabile dell’Ente”.
Giovanni Blanda














