Neve sulla cima più alta delle Eolie, Monte Fossa delle Felci, nell’isola di Salina, a quota 962 metri. Ed è imbiancato anche il cratere di Stromboli. Venti turisti si sono avventurati sulla montagna, con le guide, e oltre a qualche botto del vulcano hanno potuto anche ammirare lo straordinario spettacolo del cratere in bianco e nero. Nelle altre isole dell’arcipelago, nella notte, la temperatura è scesa fino a zero gradi e stamane si registrano 6 gradi. Regolari i collegamenti marittimi.
In Sicilia, nonostante le sporadiche precipitazioni e le schiarite che si registrano in tutta l’isola, le temperature restano basse: nella notte -5 a Enna, -3 a Caltanissetta e temperature sotto lo zero anche a Ragusa. Stamane le città più calde sono Catania e Siracusa, con circa 10 gradi.
“Le temperature siberiane al centro sud colpiscono cento milioni di piante di ulivo, una coltura mediterranea che per sopravvivere necessita di un clima relativamente mite anche d’inverno, soprattutto senza grosse escursioni termiche” avverte Coldiretti.
“Le temperature al di sotto dei dieci gradi fanno strage degli ulivi al pari di quanto è avvenuto con le gelate del 1985 e fanno salire in modo esponenziale il conto dei danni subiti dall’agroalimentare nazionale che hanno già raggiunto mezzo miliardo di euro lungo tutta la filiera (agricoltura, industria alimentare, distribuzione, trasporti, ecc), pari ad un terzo delle perdite subite dall’intero sistema produttivo”.
“La sopportazione media delle piante al freddo va in via molto indicativa – continua la Coldiretti -, da -3 a -5 per gli agrumi, da -10 -12 per l’ulivo, da -16-18 per la vite, da -18-22 per drupacee quali ciliegio, albicocco e mandorlo, da-22 a-25 per pomacee, quali per e melo. I danni alle piante, che potranno essere verificati definitivamente solo nei prossimi giorni, sono destinati a compromettere le produzioni nel tempo poiché occorrono anni prima che prima che si possa sostituire la pianta e che quella nuova inizi a produrre”.












