La festa del santo patrono di Naro, San Calogero, anche quest’anno si svolgerà il 18 Giugno, ma con qualche cambiamento. Come la tradizione vuole, da ogni parte della provincia iniziano già a confluire fedeli a piedi scalzi diretti alla grotta in cui è gelosamente custodito il santo dai sacerdoti di Don Guanella, che quest’anno hanno assistito alla canonizzazione del loro padre fondatore. Sarà la crisi economica che attanaglia l’Europa, sarà la crisi che ha investito il comune di Naro, fatto sta che quest’anno anche San Calogero ne risentirà. I naresi, che per anni sono stati abituati a leggere un ricco programma che dal 9 Giugno si concludeva nel giorno dell’ottava, il 24, quest’anno si soffermeranno più sulle manifestazioni in piccolo organizzate dal “comitato amici di San Calò” che sulle grandi serate finanziate dall’amministrazione Morello. Solo qualche degustazione di prodotti locali in Piazza Roma, un esposizione di macchine agricole e qualche spettacolo messo su da artisti locali come Giuseppe Drago e la camastrese Enza Clementi insieme agli alunni della scuola di canto “Arcadia” di Favara. Venerdì 15 la statua del Santo nero verrà trasferita dalla grotta al santuario sovrastante. Come da tradizione durante la mezzanotte tra il 17 e il 18 Giugno ci sarà l’emozionante spettacolo pirotecnico che aprirà ufficialmente la giornata clou dei festeggiamenti, nella quale la vera fede per questo santo, che a Naro fa “i grazi a migliaru”, è quasi surreale.

GABRIELE TERRANOVA