“Perché la Sicilia non deve avere la sua ‘rivolta dei Gelsomini’, di fronte a un potere che è occupato da caste, lobby, massonerie, opus dei e mafie, che gestiscono da sempre questa Regione? Io sono con quel popolo che vuole una grande rivoluzione della Sicilia”.
Lo ha detto l’eurodeputato del Pd Rosario Crocetta, che ha annunciato la sua candidatura a presidente della Regione in conferenza stampa a Palazzo dei Normanni a Palermo. “Ci sono già 28 mila persone che chiedono la mia candidatura – ha aggiunto – non si può rispondere no a questo popolo in nome della politica ragionante e che si basa solo sugli accordi”.
“Sono pronto anche a partecipare alle primarie se ci sono forze democratiche pronte a scendere in campo insieme a noi”. Ai giornalisti che chiedevano se accoglie la proposta del candidato di Sel alla presidenza della Regione Claudio Fava a proposito di celebrare le primarie ha risposto “accetto la sua posizione”.
E riferendosi a una possibile data per le consultazioni, l’ex sindaco di Gela ha detto “se si vuole si possono fare, anche a luglio o ad agosto, ma ho paura che qualcuno vuole tagliare la corda e questo non lo consentiremo”.
“Non sono per distruggere i partiti, nè il sistema dei partiti, ma per cambiarli. Hanno conservato la cosa peggiore della loro tradizione ottocentesca, che è l’autoritarismo – ha aggiunto l’ex sindaco di Gela – perdendo la loro caratteristica, che era basata sul fatto che su ogni cosa si facevano riunioni e decideva una base, diffusa e articolata. Quando ci si interroga sulla distanza (tra i cittadini e la politica ndr) si deve partire da lì”.
Riferendosi al Partito democratico ha aggiunto: “Trovo inquietante che a volte sono venute fuori delle candidature che non sono state espresse da alcun organismo democratico, perché la democrazia è fatta di discussione e confronto”.
“Sarebbe paradossale che a Roma si discute di un accordo con l’Udc, Bersani fa le primarie per la sua candidatura, e quindi non capisco perché ciò che è valido per il supersegretario non possa essere valido per noi poveretti figli di operai e persone normali, diventati deputati per caso”.
“Il tema delle alleanze fa parte delle scelte dei partiti e la mia prima proposta va a questo movimento, al mio partito e alle altre forte del centrosinistra. Se dobbiamo allargare il sistema delle alleanze lo decideranno i partiti – ha aggiunto – Voglio partire con una proposta innovativa e scardinante in Sicilia”. Crocetta ha detto: “Sono figlio di operai e c’è differenza tra me e chi è nato dalla casta e da chi conta”.
“La mia famiglia non arrivava alla terza settimana del mese, mia madre faceva la sarta e lavorava anche la notte – ha aggiunto – Con la paghetta che mi davano dovevo decidere se prendere l’autobus o mangiare un panino a merenda. Per apparire come gli altri e mangiare andavo a piedi e casa mia distava 5 chilometri da scuola. Poi ho dovuto andare a lavorare in fabbrica e fare l’operaio”.
Poi l’ex sindaco di Gela ha aggiunto: “Io ho messo a rischio la mia vita per il mio popolo, non sono interessato alle ammucciatine (termine del dialetto siciliano, che sta per cose fatte di nascosto ndr), ai giochi e giochetti di palazzo ma ad una proposta di liberazione della Sicilia”. Riferendosi ai partiti Crocetta ha concluso “se lo capiscono si salveranno, altrimenti saranno travolti dai grandi movimenti di indignazione popolare che ci sono in Sicilia e in Italia”.


















