Nel Paese Italia, oggi alle prese con una crisi che non è solo economica, ma soprattutto politica e morale, i vecchi soggetti politici sono ridotti ai minimi storici. Ridotti a brandelli in un sistema che non c’è più, per loro responsabilità, poiché hanno fatto crollare ogni argine che teneva in piedi lo stato sociale e fatto stravolgere articoli di una Costituzione che il mondo ci ha sempre invidiata. Per non avere saputo o voluto fare da argine all’ingorda anomalia del capitalismo che agogna una democrazia minore, vista come il terreno più favorevole a sua eccellenza il denaro, e quindi passare da una democrazia di massa all’oligarchia di pochi. E’ da un ventennio che si verifica lo spostamento di ricchezza a favore del capitale a detrimento del lavoro e del sistema pensionistico, nella noncuranza di una politica che ha finito per demandare ad altri le proprie responsabilità, compresa la nascita di un governo di professori e banchieri ai quali poco interessano le politiche attive contro le disuguaglianze e le incentivazioni per il lavoro e quindi per la crescita, ma solo il rigore come parvenza di efficacia dell’emergenza, deprimendo in questo modo la crescita ancora di più.
Accade quindi che questo nostro sistema politico, più in crisi che mai, punti spesso il dito contro questo o quell’altro movimento, tacciandolo di populismo o di antipolitica, pur sapendo che il populismo, o l’antipolitica che dir si voglia, non è altro che una facciata della sua stessa medaglia. E cioè il risvolto della stesso sistema politico che non fa politica, che continua ancora a non fare i conti con se stesso e a non mettersi in sintonia con l’agire, con la capacità di fare scelte e di produrre azioni senza farsi condizionare delle lobby affaristiche. Se il sistema politico italiano vuole davvero uscire fuori dal tunnel in cui si è cacciato, deve fare tornare la Politica alla responsabilità delle scelte a favore dei cittadini, considerandoli non più come strumento per raggiungere il potere personale, ma come fine ultimo di azioni ispirate al bene comune… Diventare il punto d’incontro di un interesse convergente fondato sul valore della persona umana e della sua dignità.
Salvatore Ferrara

















