Sono partiti il primo maggio da Portella della Ginestra sul dorso di due muli: oggi, 71 giorni dopo, due giovani siciliani sono arrivati al Quirinale per portare al presidente della Repubblica i messaggi di “legalità e speranza” della gente del Sud. Con il loro progetto, chiamato “Eco Mulo”, hanno voluto sensibilizzare alla legalità e alla eco-sostenibilità dei territori.
“È stato un viaggio emozionante – dice Federico Price Bruno, mentre aspetta di essere ricevuto insieme al suo compagno di viaggio Mirko Adamo – ed è stato incedibile arrivare qui e vedere funzionari, rappresentanti delle forze dell’ordine e gente comune che ci veniva incontro, applaudendoci”.
Durante il viaggio in compagnia dei loro muli “Giovanni” e “Paolo” (in onore dei giudici Falcone e Borsellino) i due giovani siciliani hanno attraversato sette regioni: Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania, Molise, Abruzzo, Lazio, percorrendo il più possibile le antiche trazzere regie, mulattiere o qualsiasi altro percorso alternativo alle vie principali, trafficate e comunque non adatte a bestie da soma.
“Abbiamo incontrato migliaia di persone: sindaci, allevatori, commercianti, studenti, abitanti dei piccoli centri rurali che cercano di sopravvivere alla speculazione edilizia o piccoli produttori. Abbiamo raccolto un bel pò di ‘pizzini’ da consegnare a Napolitano. Abbiamo chiesto alla gente di scrivere un loro pensiero al Capo dello Stato: qualcuno vuole più risorse per il Mezzogiorno o per il loro comune, altri hanno scritto il loro progetto per ‘cambiare le cose’, qualcun altro ha scritto solo un saluto, o un ‘grazie’. Ma va bene così”.
“Abbiamo scelto di fare il viaggio con due muli – spiegano – perché sono simbolo della memoria storica e rurale, animali che si sono caricati sulla propria soma non solo due guerre mondiali ma tutta l’agricoltura siciliana sino al dopoguerra”.












