Tanto tuonò che piovve. E non poteva essere diversamente data l’importanza dell’argomento che è stato oggetto di numerosi esposti inviati negli ultimi tempi alla magistratura agrigentina. Adesso arriva la conferma che la Procura della Repubblica della città dei templi ha aperto un’inchiesta sul presunto inquinamento del mare di San Leone e sul sistema di smaltimento dei liquami della frazione balneare agrigentina. Il fascicolo – aperto contro ignoti – è stato assegnato al sostituto procuratore Arianna Ciavattini che ha deciso di affidare una consulenza tecnica a Salvatore Sciacca, esperto del Dipartimento di Igiene pubblica dell’Università di Catania. Sciacca dovrà accertare se i reflui provenienti dall’impianto fognario di San Leone e Villaggio Peruzzo ed immessi nelle condotte sottomarine vengono smaltiti secondo le modalità previste dalla legge e se i liquami siano causa di pregiudizio per la salute delle persone e dell’ambiente. L’incarico è già stato conferito. Adesso si attendono i risultati.
L’inchiesta farà luce sul presunto inquinamento del mare di San Leone e sul sistema di smaltimento dei liquami della frazione balneare agrigentina. Il fascicolo, al momento aperto contro ignoti, è stato assegnato al sostituto procuratore Arianna Ciavattini, che ha deciso di affidare una consulenza tecnica a Salvatore Sciacca, esperto del Dipartimento di Igiene pubblica dell’Università di Catania. Sciacca dovrà accertare se le acque nere provenienti dall’impianto fognario dei quartieri di San Leone e Villaggio Peruzzo, una volta raggiunte le condotte sottomarine, vengono smaltite secondo quando stabilisce la legge. All’esperto catanese il compito di fornire risposte agli agrigentini alle prese da anni con il dilemma del mare sporco o peggio ancora inquinato. Il consulente da giorni si è messo al lavoro, prelevando diversi campioni di acqua, alcuni dei quali sono stati già analizzati. Quello che tutti aspettano di conoscere è lo stato del mare sanleonino, in merito allo sversamento dei liquami in relazione alla possibilità che possano rivelarsi pericolosi per la salute pubblica delle persone e dell’ambiente circostante. L’indagine è ufficialmente aperta, ma San Leone anche in questa stagione sta vivendo un momento difficile a causa della presenza in mare di grosse chiazze di schiuma. La zona maggiormente interessata da questo fenomeno è il tratto che va dalla spiaggetta del Ragno D’Oro fino alla prima spiaggia nelle vicinanze dello stabilimento della Pubblica Sicurezza. Per questo la fuga dalle spiagge sanleonine continua, agrigentini, ma anche turisti sempre più spesso scelgono altri tratti di litorale, spostandosi a Realmonte o Siculiana. Ecco perchè gli operatori economici, così come i bagnanti, chiedono un grande senso di responsabilità da parte di tutti e un forte impegno per risalire a cause e responsabilità del grave problema che nessuno più accetta.












