“Il Governo regionale si adoperi presso il Governo nazionale, al fine di ottenere l’adozione di un provvedimento mirato alla sospensione dell’applicazione dell’IMU sui fabbricati rurali o ex rurali.”Questo in sintesi il pensiero espresso  da  Michele Cimino, deputato regionale di Grande Sud, in ordine all’applicazione dell’IMU sui fabbricati rurali e/o ex rurali in Sicilia, ma, ha continuato il deputato, la questione posta ha anche valenza nazionale. Infatti, prosegue Michele Cimino, la mancata definizione delle procedure  previste dal Dl 262/2006, mirate al rilevamento e messa a reddito dei cosiddetti fabbricati rurali o ex rurali non è ancora conclusa su tutto il territorio nazionale, la stessa registra punte di particolare criticità e ritardo in Sicilia, tant’è che il termine ultimo per il passaggio dei fabbricati e/o ex rurali dal catasto dei terreni a quello dei fabbricati è stato ulteriormente differito alla data del 30 novembre 2012.L’applicazione dell’IMU in Sicilia, regione Autonoma a Statuto Speciale, a mio avviso, ha proseguito  il deputato di Grande Sud, solleva più di un dubbio sotto il profilo della legittimità, pertanto ho già presentato apposito atto ispettivo, ma altri dubbi  legati anche al profilo dell’opportunità e nel merito dell’applicazione dell’Imposta su fabbricati rurali e o ex rurali non sono stati assolutamente chiariti. Mi chiedo su quale rendita catastale non essendo la stessa definita per gli immobili di cui sopra, si applicherà l’imposta, oppure se dal passaggio dal catasto dei terreni a quello dei fabbricati dovessero emergere per i suddetti fabbricati delle difformità non sanabile con quelle che sono le previsioni degli strumenti urbanistici vigenti, sarà possibile far pagare l’IMU? Ed infine, conclude  Cimino, l’introduzione dell’ennesimo balzello visto il delicato momento di crisi che investe tutti i settori l’economia nazionale compreso quello agricolo, rischia di determinare la chiusura di centinaia di aziende. “