Che le misure sinora adottate dal Governo Monti non siano sufficienti per tranquillizzare i mercati finanziari penso sia condivisibile e condiviso da tutti anche da coloro(sottoscritto compreso)che non siano molto addentrati nella materia economico-finanziaria;e ciò in quanto,ed è sotto gli occhi di tutti,sinora non sono stati adottati i provvedimenti necessari per la crescita in mancanza dei quali il paese non potrà mai superare l’attuale crisi, peraltro di dimensioni oltremodo notevoli.

Se a ciò,poi,si aggiunge la circostanza che i nostri politici,legittimamente eletti dai cittadini,nelle sedi parlamentari continuano ,con nefasta insistenza,come in passato, a litigare,a contraddirsi tra loro invece di tentare di trovare dei punti di convergenza comuni per superare questo momento drammatico che l’intero paese sta vivendo ,allora non scandalizza affatto se i mercati finanziari siano alquanto scettici nei confronti dell’Italia non intravedendo spiragli di miglioramento almeno nell’immediato.


Certamente il problema interessa tutti i paesi dell’eurozona ,compreso il nostro, ma,a differenza degli altri Stati europei,che stanno adottando serie misure innovatrici per il superamento della crisi( si veda in proposito quanto sta facendo in Francia il nuovo Presidente Hollande),da noi tutto rimane a bocce ferme e ciò con maggiore disappunto della gente onesta che,stufa di una classe politica sprecona e quant’altro,tanto si aspettava da un governo di tecnici molti dei quali godono di fama mondiale.

Ci si era illusi che ,superata la prima fase c.d. salva-stato i cui sacrifici,purtroppo come sempre del resto, sono stati scaricati sulle fasce più deboli della popolazione,si sarebbe con ogni immediatezza posta in essere una serie di misure per il rilancio dell’economia del paese privilegiando gli investimenti delle imprese,n azionali ed estere,che rappresentano l’unica strada percorribile per frenare la disoccupazione ormai incontrollabile e creare nuovi posti di lavoro usufruibili specie da parte dei giovani i quali,a mio modesto avviso,sono coloro che pagheranno un maggiore scotto anche in futuro.

Purtroppo sino ad adesso poco o niente è stato fatto in proposito con il risultato che la situazione si aggrava sempre più ;basta,infatti, sfogliare qualsiasi giornale per rendersi conto della drammaticità del momento dovendosi assistere alla chiusura quasi giornaliera delle imprese,grandi o piccole,ai casi di suicidio in aumento ,all’aumento della tassazione a carico dei contribuenti (i più tassati d’Europa) e quant’altro senza alcuna speranza per l’avvenire anzi il quadro si dipinge con tinte ancor più fosche ove dovesse essere vera la notizia,subito smentita,di un eventuale congelamento della tredicesima mensilità,come è avvenuto in Spagna.

A fronte di una realtà così amara e tragica,la nostra classe politica dimostra ancora una volta una assoluta insensibilità nei confronti dei reali problemi della gente anzi continua,come nel recente passato,a fare”teatrino”contribuendo ancor più ad aumentare lo scollamento tra eletti ed elettori che,ovviamente,si traduce in un maggior deterioramento se non addirittura scardinamento dello stesso sistema democratico.

Sono addirittura propenso a pensare che anche gli stessi argomenti,in atto dibattuti nelle competenti sedi parlamentari dagli esponenti dei partiti che sostengono l’attuale Governo e perché anche della minoranza, tipo il semipresidenzialismo alla francese o alla tedesca,il ripristino delle preferenze nella scelta dei candidati,la riforma del sistema elettorale,la modifica di alcune parti della Costituzione e quant’altro rappresentino tanti specchietti per le allodole o tante sceneggiate napoletane artatamente poste in essere al solo fine di catalizzare l’attenzione dei media distraendola dai reali problemi del Paese connessi alla crisi alla quale,attraverso una corsia preferenziale e prioritaria,dovrebbero,invece del solito teatrino, essere finalizzati gli sforzi necessari per trovare i rimedi non più differibili affinchè vengano,sempre che ci sia la reale intenzione, fornite alla collettività risposte immediate ed esaustive.

Del resto,a mio modesto avviso,le relative risorse non sarebbero di difficile reperimento ove si consideri che basterebbe adottare il sistema praticato nelle famiglie nelle quali il “pater familias”,nei casi di estrema indigenza,procede al radicale taglio delle spese inutili o voluttuarie limitandosi ad acquistare semplicemente i beni necessari per il sostentamento della propria famiglia.

Misure restrittive simili a queste,ove adattate nel campo della P.A.,qualora ci fosse la reale volontà di far uscire il paese dalla attuale crisi nell’interesse della intera collettività,comporterebbero ,con ogni immediatezza,la riduzione dei costi della politica che deve necessariamente passare attraverso l’abolizione di qualsiasi privilegio nei confronti di chicchessia,la riduzione del numero dei rappresentanti politici a qualsiasi livello e delle relative indennità,l’abolizione di tutti gli Enti inutili, la dismissione degli immobili statali non più utilizzati, il ritiro dei militari impegnati nelle operazioni di pace,il ridimensionamento del numero dei militari di carriera,l’introduzione di una patrimoniale per i redditi più alti,la fissazione di un tetto massimo retributivo per qualsiasi manager,pubblico o privato,e tante altre cose ancora che spetterebbe a chi di competenza individuare.

Spiace constatare con rammarico che quanto sinora fatto,oltre ad essere insufficiente,ha tutto il colore delle belle parole elegantemente dette,dei buoni propositi però mai concretizzati, perché purtroppo nella maggioranza dei casi alle parole non sono seguiti i fatti e di fatti concreti ed immediati ha bisogno in questo particolare momento il nostro Paese e non di chiacchiere senza costrutto e prive di fondamento;il che avviene in quanto tutto ciò che vien detto o predicato,non riflettendo le vere intenzioni del proponente di turno, assume il contorno della fandonia valida solo a turlupinare la povera gente che non ne può più di essere tartassata e maltrattata e che sempre più non riesce ad arrivare all’ultima settimana del mese.

E ciò dovrebbe far meditare e riflettere tutti noi cittadini di questo Stato ed ,a maggior ragione,i nostri governanti lautamente retribuiti dal popolo, sovrano soltanto sulla carta costituzionale.

S. Curcio