“La Destra italiana parteciperà alla campagna elettorale siciliana con il proprio, grande, generoso cuore che batterà a mille: Nello Musumeci ha detto sì alla candidatura per la presidenza della sua Regione”. Lo scrive sul suo blog, Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra dicendosi “orgoglioso che alla testa della coalizione ci sia uno dei nostri migliori esponenti, una delle figure più pulite della politica italiana”.
“Saremo affiancati da Pdl, che mira a mettere in campo ben due liste, e dal movimento di Saverio Romano, il Pid – aggiunge Storace – e proponiamo un presidente di cui tutti parlano bene. Persino gli avversari. E in effetti tutti i siciliani sanno che con Musumeci si volterà davvero pagina. Finisce la clientela, arriva il diritto: Musumeci non ha mai fatto parte dell’Ars ed è rimasto estraneo alle controverse vicende politiche che hanno caratterizzato il Parlamento siciliano. Con lui ricomincia davvero la speranza”.
Storace giudica “incomprensibile la partita di Lombardo e Miccicchè”, che hanno tolto l’appoggio a Musumeci, da loro candidato, dopo il sostegno del Pdl. “Non hanno capito – osserva il leader de La Destra – che il popolo non sopporta più atteggiamenti da pupari”.
Ma per Storace l’importante è che in Sicilia “ci sarà il governatore voluto dal popolo e questo – chiosa – è quello che conta e non dimentica di chi è leale fin dal primo momento, a partire dall’atteggiamento che hanno osservato Angelino Alfano e Saverio Romano”.
La campagna elettorale per le regionali in Sicilia ricompatta diverse anime dell’ex Alleanza nazionale, anche chi, come Francesco Storace e Adolfo Urso, aveva lasciato il cammino in comune con vecchi “amici” di partito per “marcare la diversità”.
Storace sottolinea quanto nella scelta del candidato governatore della Sicilia sia stato importare l’iniziativa di Adolfo Urso, al quale rivolge un sentito “grazie”. “Pochi sanno – scrive Storace – quanto è stato prezioso il contributo di Adolfo alla creazione di un consenso decisivo a favore di Musumeci. Apparentemente non c’entrava nulla – aggiunge il leader de La Destra – ma non voglio negare anche il ruolo che ha giocato Gianni Alemanno, in una partita delicata pure per noi. E poi Ignazio La Russa: ecco, attorno a Musumeci si è disputata anche una bella partita tra vecchi amici di tante battaglie. Perché tutti hanno capito, come ha osservato acutamente il capo dei giovani del Pdl siciliano, Mauro La Mantia, che la storia personale di Musumeci è garanzia di discontinuità con il passato. La Destra – conclude Storace – è nata anche per questo. Fini non è riuscito a cancellarla”.


















