Entrate dello Stato in caduta libera, debito in crescita e crollo del Prodotto Interno Lordo. Il governo Monti non ce l’ha fatta, ha fallito ogni obiettivo. Anche gli impegni presi con l’Europa non potranno mai essere rispettati, specialmente il “Fiscal Compact”- e non poteva essere altrimenti. I professori e i banchieri al governo questa crisi l’hanno pure accentuata con le manovre di tagli e tasse, producendo un fortissimo calo del PIL e dunque la cura è stata peggiore della malattia: più tasse e meno servizi uguale cittadini più poveri. Quindi meno consumi, meno produzione, meno reddito e più debito. Nonostante l’aumento dell’Iva, la miriade di nuove tasse (Imu compresa), il taglio delle pensioni, il blocco degli stipendi, il patto di stabilità che stronca gli enti locali, le entrate dello Stato non sono aumentate come i tecnici ci dicevano, ma sono diminuite ed hanno causato al Paese una riduzione del reddito di oltre 20 miliardi. E’ stata ridotta la spesa dello Stato di 23 miliardi di euro, ma nel contempo lo Stato ha subito una riduzione delle entrate di 83 miliardi di euro (dati Cer). E siccome ogni loro discorso è sempre riconducibile ai mercati, allora bisogna dire che i mercati non valutano la quantità del debito di ogni singolo Stato, ma la capacità di ripagarlo. Ma se si fanno manovre che impediscono la crescita economica, come finora accaduto, come fanno i mercati ad avere fiducia?
Adesso, dopo il fallimento, cosa si inventeranno ancora? Altre manovre succhia sangue? Metteranno all’asta la Sicilia o la Sardegna? Chiuderanno gli ospedali e le scuole? Perché più si va avanti di questo passo e più si va nella tragedia; più si fanno manovre recessive e più si riduce la domanda. Già mesi fa questo governo aveva previsto che con le liberalizzazioni, i licenziamenti facili, le dismissioni e quant’altro avrebbe prodotto una crescita del PIL di almeno sei punti, ed oggi invece ci ritroviamo con una decrescita sostanziale. Motivo per cui urge subito invertire la rotta di 180°, cominciando a dare dignità a tutte quelle persone che vivono del proprio lavoro, a donne e uomini che non hanno alle spalle bonus o rendite, privilegi, proprietà o benefici. Agli esseri umani che contano solo su se stessi e sulla famiglia.
Questo governo, ma soprattutto questo Parlamento di nominati dalle segreterie e non dal popolo, hanno abbastanza cosiddetti per rivoltare una frittata in cui anche loro sono parte degli ingredienti? Ho i miei dubbi, considerato le tante chiacchiere che ci hanno propinato sulla continuità della crisi. A proposito, tanto per non farsi prendere in giro: i tassi di interessi, quindi lo spread, non li fanno i “Mercati” ma le banche centrali (quelle stesse che sono state salvate con i soldi dei contribuenti) – mentre la crisi non è altro che il derivato dei difetti di costituzione dell’Euro. Già nato male e poi fatto circolare con una serie di carenze istituzionali che hanno pesato e pesano ancora, a cominciare dai mancati strumenti e meccanismi per potere arginare e correggere, nei suoi primi dieci anni di vita, i forti squilibri che man mano si andavano delineando.

Salvatore Ferrara