Scoppia anche a Canicattì quindi il “caro libri”. A poche settimane dall’inizio delle lezioni per le scuole dell’obbligo cresce infatti il malcontento tra i genitori con figli iscritti a scuola per il pesante fardello che sono costretti a sopportare per acquistare libri ed altro materiale didattico. In media una famiglia con un figlio che frequenta la prima elementare per poter iniziare l’anno scolastico spende 300 euro tra libri, quaderni ed altro materiale didattico. La spesa lievita se si frequenta la prima media, fino ad arrivare a 400 euro ed è sproporzionatamente alta nel caso di ragazzi iscritti alla scuola superiore, dove per i soli libri di testo si spendono 400 euro a cui vanno aggiunti i costi per zaini, penne e quaderni.
A fronte di queste spese i genitori ricevono un buono per acquisto libri di 40 euro per la scuola elementare e 60 per la scuola media. Qualche altro contributo arriva dal Comune ma si tratta di cifre modestissime. Le famiglie comunque sono costrette ad ingoiare il rospo e acquistare i libri di testo, con notevoli sacrifici, magari ripartendo la spesa nei tre mesi estivi mettendo da parte 100 – 150 euro al mese per poter acquistare i testi scolastici. Le lamentele non mancano. Non è possibile praticare l’acquisto dell’usato perché i testi cambiano in continuazione. La spesa media per i libri scolastici è aumentata rispetto allo scorso anno del 2,4% alle scuole medie; alle superiori, invece, dove da due anni non esistono più i tetti di spesa, è aumentata del 6,4% al liceo classico, e del 6,9% all’istituto tecnico industriale. La giustificazione è data dal fatto che in questi due ultimi anni le scuole si sono trovate in difficoltà proprio perché, prima, in attesa delle Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Personalizzati e poi, a seguito della loro pubblicazione, le case editrici non sono state pronte a presentare alle scuole testi idonei. In molte scuole è scattato un atteggiamento di prudenza circa le proposte metodologiche e didattiche.
Non ci si voleva trovare di fronte a proposte “rinnovate” solo da un leggero maquillage o da un ridottissimo lifting alle copertine dei libri proprio per la mancanza di tempo per predisporre testi più approfonditi».

CARMELO  VELLA