Duemila e 400 posti in meno tra dipendenti e dirigenti nella dotazione organica della Regione siciliana. È uno degli effetti della spending review elaborata dall’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao e approvata ieri dal governo di Raffaele Lombardo in via amministrativa, dopo che il disegno di legge era finito in un binario morto all’Assemblea regionale siciliana. La riduzione del numero di personale è contenuta nel provvedimento, la cui parte relativa all’organico è stata concertata con i sindacati dei regionali.
La sforbiciata riguarda 600 dirigenti (da 2.400 a 1.800) e 1.800 dipendenti (da 15.600 a 13.800). La manovra non comporterà una immediata ed effettiva riduzione del personale (allinea numero sulla carta a quello in attività) ma evita eventuali assunzioni che potevano essere autorizzate tenendo conto della precedente dotazione.
Il provvedimento sulla spending review, invece, incide su benefit e indennità accessorie, che, secondo i calcoli dell’assessorato alla Funzione pubblica guidato da Nicola Vernuccio, consentirà un risparmio immediato, cioè entro fine anno, di 50 milioni di euro. Inoltre, è prevista la deroga alla legge Fornero per consentire a 1.500 dipendenti regionali di andare in pensione entro il 2014 senza i paletti di anzianità fissati dalla riforma e con una minora spesa per la Regione di circa 50 milioni. “Su questo punto – chiarisce Vernuccio – sarà necessario elaborare un apposito disegno di legge”.
Per i 700 precari della Regione la prospettiva è quella di un eventuale concorso pubblico. Viene introdotto il buono pasto per i regionali, pari a 7 euro netti, al posto della vecchia indennità, voce inserita in busta paga, pari a 10 euro lorde. Per le casse della Regione questo intervento comporterà un risparmio stimato in 2-3 milioni di euro, a fronte degli 8 attuali; per i dipendenti si tratta di un miglioramento del trattamento.


















