Adesso tocca a lui. Andrea Vecchio, l’ex assessore alle Infrastrutture, defenestrato da Lombardo per evidenti divergenze di vedute, ha convocato i giornalisti nella sede dell’Ance di Catania per raccontare la sua verità.
E all’indomani della revoca del suo mandato non esclude una sua presa di posizione a riguardo. “Sto valutando con i miei avvocati quali provvedimenti adottare per tornare a ricoprire il mio ruolo. Mi trovo con un grande imbarazzo e malessere addosso, stiamo decidendo se presentare ricorso perchè questa ingiustizia possa essere sanata”.
“Siamo nuovamente alla Santa inquisizione. Sono andato in assessorato con la speranza di fare qualcosa di positivo per questa terra. Siamo riusciti ad affrontare pochissime cose, ma oggi abbiamo le idee più chiare su cosa si potrebbe fare per far andare meglio questa regione. Alla Sicilia spetta l’Oscar della cattiva gestione, ma le altre regioni non è che se la cavino meglio”.
“È la politica nazionale che deve cambiare – ha aggiunto Vecchio -. Io ho fatto dichiarazioni di carattere politico in questi 3 mesi, se un uomo non è più libero… In Italia, e in Sicilia in particolare, non si vuole più che gli uomini liberi che non appartengono a nessuno schieramento politico parlino”.
Sulle ipotesi di un suo nuovo ruolo in politica, Vecchio nicchia: “Io candidato? Non sono candidabile nè a destra, nè al centro nè a sinistra. Sono un uomo libero. Tra i candidati quello che umanamente mi fa più simpatia è Crocetta. Non ho ancora letto il suo programma, ma se ci piacerà lo sposeremo”. “Messaggi per Lombardo? Ci sarebbero tanti consigli da dare ma – ha aggiunto – non mi sento di darne perchè temo di essere equivocato. Cominciamo dal look…”.
“Il provvedimento preso da Lombardo è un’enormità. Un presidente dimissionario privo di poteri ha adottato, per dimettere un assessore, motivazioni squisitamente politiche e nessuna motivazione di carattere amministrativo. Ho fatto delle contestazioni e non ho ricevuto risposta, nè dalla Giunta, nè dal presidente, nè da chi di competenza”.
“Nulla si muove alla Regione senza clientelismo e voto di scambio. Questo si vede, è lapalissiano. Il grosso problema di questo Paese è che la politica è considerata proprietà privata e deve essere tramandata da padre in figlio, perchè se il padre sta per abbandonare la scena politica ecco spuntare il figlio per occupare il posto perchè è un lavoro poco impegnativo per la mente ed il fisico”.
“È indubitabile che il geometra Vecchio abbia sconsideratamente violato il rapporto di fiducia con il presidente, sul quale si fondava la sua nomina ad assessore. Il geometra, infatti, non aveva vinto alcun concorso. Egli ha usato termini volgari e irriguardosi nei confronti anche dei suoi colleghi di giunta provocando un clima di permanente tensione. Ha diffuso spesso notizie false, ad esempio a proposito di ‘elargizioni di utilità elettoralistica’ che la giunta avrebbe deliberato”, ha commentato il presidente della Regione, Raffaele Lombardo.
“In effetti, nel contesto della crisi di liquidità che attraversa la Regione siciliana – aggiunge – sono state definite delle priorità nell’impiego delle risorse disponibili. Si sono privilegiati il “servizio al debito” (accantonamenti per pagare le rate di mutuo); gli stipendi ai dipendenti (nessuno dei quali è stato assunto da questa amministrazione che, anzi, ha promosso la legge per il blocco delle assunzioni fin dal 2008); la formazione professionale, per colmare il ritardo del pagamento degli operatori”.
“Va sottolineato, inoltre, che dopo la presa di posizione della maggioranza degli assessori – prosegue – la presenza del geometra Vecchio in giunta, oltre a risultare ingombrante e imbarazzante, rendeva impossibile il funzionamento dell’organo di governo data l’incompatibilità coi suoi colleghi, offesi e vilipesi. In quanto ai richiami alla legalità e alla correttezza, per il geometra Vecchio si tratta di un pretesto agitato a fini politici e non solo. La giunta che ho avuto il privilegio di presiedere – conclude – opera correttamente oggi esattamente come ieri, quando a farne parte sono stati persone come Massimo Russo, Caterina Chinnici, Giosuè Marino, Pier Carmelo Russo, per citarne solo alcuni”.


















