“Bisogna rilanciare la Cassa per il Mezzogiorno che non è stata affatto un fallimento. Negli anni in cui ha operato il gap tra Nord e sud si è ridotto. Bisognava risanarla, non chiuderla”. Lo afferma al Mattino l’ex ministro Giulio Tremonti secondo cui “a frenare lo sviluppo non è stata la Lega ma i politici locali e i troppi micro-interventi”.

“Noi – afferma Tremonti analizzando i problemi del Sud – in nome della ideologia del mercato abbiamo importato dall’Europa una serie di meccanismi di gare, sottogare e appalti che vanno bene al Nord, dove le gru hanno sempre due gambe, ma non al Sud dove la complessità delle procedure ha finito per dare spazio alla burocrazia e all’illegalità. La moltiplicazione forsennata dei meccanismi non ha prodotto efficacia ma malaffare e lungaggini”.


“Al Sud – prosegue – Stato e mercato hanno fallito entrambi, con l’aggravante che lo Stato ha autorizzato 467mila interventi finanziari, mentre in Europa si fanno progetti per grandi opere o importanti infrastrutture, al Sud si finanziano le fioriere, il restauro di palazzetti e così via”.

“La Banca del Mezzogiorno – spiega ancora l’ex ministro – sta andando avanti anche se si spreca più tempo a tentare di bloccarla che a farla crescere” si tratta, aggiunge, “di un’idea che al Sud avrebbe sicuramente funzionato, invece anche ieri a Bari ho visto che il presidente Monti non ne ha nemmeno accennato: evidentemente, considerata la sua grande esperienza bancaria, interna e internazionale, non ci crede”.

Inoltre, si chiede Tremonti, “perché il governo non dice che è stata completata la raccolta dei cosiddetti Trema-bond? Si tratta di 5 miliardi di raccolta con fiscalità agevolata e finalizzata al Mezzogiorno. Per me è un risultato strepitoso, ma Monti tace, il suo governo pure”.