Un doveroso omaggio ad una Città che respira e fa respirare Arte e Cultura ieri come oggi non soltanto ai suoi abitanti ma anche a tutti coloro che da lontano vedono in questa terra un faro di civiltà, frutto della Storia operante nei luoghi fin dagli albori della formazione del patrimonio intellettuale umano. I nomi che hanno concorso a fare di Canicattì ciò che oggi è, non possono e non debbono restare a solo ristoro degli studiosi quindi è giusto che ognuno di noi partecipi alla diffusione degli eventi passati innegabilmente vivi ancora oggi. La Città molto opera, si può consultare di essa spaziando in lungo ed in largo per trarre quanto di più utile concorre, per chi ne abbia interesse, allo sviluppo culturale personale. A ciò si possono aggiungere le splendide opere di storici nativi di Canicattì i quali con i loro lavori illuminano sapientemente il lettore. Per quanto mi concerne, io trovo fondamentale la possibilità di consultare documenti storici sul “Centro di Documentazione storica della Città” ( opera di innegabile valore ed agli Autori di questa grande fatica dir grazie è davvero riduttivo!) vuoi perché riesco a colmare le lacune che indubbiamente posseggo sul procedere della città medesima, vuoi perché alcuni personaggi citati mi rammentano quanto riportato in famiglia, preziosamente, dai racconti particolarmente legati alle tradizioni popolari ed ai nomi dei cittadini che, all’epoca, firmavano il procedere della cultura locale. Sono convinta inoltre che quanto oggi possediamo sia frutto di ieri e sia doveroso trasmetterlo non soltanto sul posto, come ho già espresso, ma il più possibile ad ampio raggio. Dovrebbe essere di molto superiore il concorso turistico che conduce gente ad ammirare le bellezze dei luoghi e le mirabili opere che si ergono sentinelle del tempo oppure a gustare le prelibatezze frutto di esperienze che affondano le radici nel passato,ed è quasi doveroso illustrare a coloro che vengono da altri luoghi il percorso del tempo primo generatore della locale generosa realtà contemporanea; nulla si creò mai dal nulla, quanto oggi è nasce da ieri. Un palazzo nobiliare al centro storico non è soltanto una costruzione rispettosa di canonici elementi architettonici, se vi passiamo accanto e ci soffermiamo sentiremo la pietra che sussurra e narra di tempi andati, di avvenimenti, di personaggi di cui ancora conserviamo i nomi; tutto ciò è giusto trasmetterlo a chi, lontano, desidera sapere. La Storia dei luoghi lo richiede, chi vuole conoscere lo pretende e noi, seppur come possibile, dobbiamo concorrere ad allargare il nome di una Città proprio perché è giusto divulgare quanto inglobiamo facendone dono anche agli altri. E’ questo un atto di omaggio a cui vorrei aggiungere anche tanto amore che non è riservato soltanto a coloro che vivono in loco; pure da lontano si ha il diritto di amare e non per questo si appartiene al compiacimento sterile di una ricerca del tempo perduto nella nebbia dei ricordi. Rispetto ed ammirazione per un popolo robusto, cordiale e accogliente( queste qualità sono dovunque riconosciute), gentile e premuroso, spiritoso e acuto nell’osservazione; non voglio aggiungere altro poiché potrei sembrare di parte ma così non è, esprimo solo una doverosa e universalmente riconosciuta verità. Ho già esposto il mio pensiero affermando che Canicattì o si ama o si ignora ed io l’amo; ma perché l’amore sia totale è giusto universalizzarlo cioè far sì che l’oggetto del sentimento sia conosciuto il più possibile affinché gli amatori crescano nel numero e nella stima di queste zone che sono per la loro bellezza un dono che il buon Dio volle riservare agli esseri umani.
Maddalena Rispoli













