Si è appena concluso lo stage linguistico di quattro settimane a Londra degli allievi del ITCG “G. Galilei” di Canicattì, progetto POR/PON C1 coofinanziato dal FSE.
L’esperienza formativa si è mossa lungo due piani, uno prettamente linguistico con 80 ore di lezioni tenute da insegnanti di madre lingua, e l’altro culturale, o meglio di “lettura del territorio”, consistente in visite guidate a musei, città, chiese, parchi e siti di particolare interesse storico, istituzionale e turistico.
Sotto il profilo linguistico, lo stage ha consentito agli studenti del Galilei di migliorare la propria competenza comunicativa in lingua inglese in maniera diretta ed altamente motivante poiché quanto veniva appreso nel corso delle lezioni, trovava un immediato uso e riscontro in un contesto autentico di comunicazione, quale la vita quotidiana fuori dalla classe, che rende la lingua viva, naturale, e coinvolgente. Tale situazione ha svolto anche una funzione “motivante” poiché ha spinto gli allievi a dedicarsi con più interesse e passione allo studio della lingua.
Sul piano culturale, i momenti liberi dall’attività didattica venivano dedicati alla cosiddetta “lettura del territorio” con visite a musei e luoghi di notevole interesse. I discenti hanno potuto visitare il British Museum e il National Gallery dove si trovano anche pregiate opere di artisti italiani, il Natural History Museum per avere una sistematica visione dell’origine della vita e dell’uomo, il Tate Modern con opere d’arte moderna, Covent Garden dove si sono ammirati i cosiddetti “buskers” artisti di strada, The Tower of London, i cui lavori di costruzioni furono avviati da Guglielmo il Conquistatore, e dove sono custoditi i gioielli della corona, Tower Bridge, Notting Hill, St Paul’s Cathedral, Kensington Palace, l’osservatorio di Greenwich, i vasti e verdeggianti parchi quali Hyde Park, Green Park, Kensington Gardens e Saint James’s Park. Non sono mancate le escursioni alle due famose città universitarie di Oxford e Cambridge, a Stratford-Upon-Avon, città natale di Shakespeare, a Windsor dove è possibile ammirare il maestoso castello residenza della famiglia Reale, alla città balneare di Brighton e a Bath città già conosciuta dai Romani.
Una forte emozione ha suscitato la visita di Westminster, sede del parlamento britannico e riportiamo di seguito la testimonianza di un’alunna.
“Varcato l’ingresso, siamo subito entrati nella grande Hall dove per molto tempo si sono svolti importanti processi e dove venne condannato a morte il re Carlo I durante la guerra civile del’600 che portò alla breve parentesi repubblicana di Cromwell. Lasciata la Hall, attraversate varie stanze siamo arrivati nella “House of Lords”, il Senato , dove il Sovrano al momento dell’insediamento del nuovo governo pronuncia il discorso e programma politico preparato dal Primo Ministro. La tradizione vuole che i rappresentanti della “House of Commons”, la Camera, assistano al discorso e pertanto il Sovrano invia un messaggero per invitarli. Quando il messaggero, dopo aver attraversato un corridoio e qualche stanza, si trova alla porta chiusa della Camera dei Comuni; tale chiusura sta a simboleggiare l’inviolabilità della Camera e la sua opposizione al re Carlo I il quale durante la guerra civile aveva fatto arrestare alcuni membri. Il messaggero bussa allora alla porte tre volte con una grande “maze”, clava, e solo dopo la porta viene aperta e una delegazione della Camera si reca nella “House of Lords” per assistere al discorso.
Dopo aver lasciata la “House of Lords” e attraversate alcune stanze siamo giunti nella “House of Commons” e con molta emozione l’abbiamo visitata. Ciò che ci ha colpito maggiormente per la sua diversità con il sistema italiano è stato il sistema di voto delle leggi. Esso viene definito “Division” poiché al momento della votazione i membri della Camera materialmente si dividono tra coloro che voteranno a favore e coloro che voteranno contro e per fare ciò percorrono un corridoio alla fine del quale quattro scrutatori, due per ciascun partito, prendono nota del voto i tutti i rappresentanti. Ciò vuol dire che nel sistema politico del Regno Unito non esiste il voto segreto ed ogni elettore può rendersi conto di come abbia votato il proprio rappresentante e trarre così le debite conclusioni. Credo che questo sia un segno di trasparenza e di democrazia che il nostro sistema dovrebbe adottare.”
In conclusione l’esperienza formativa ha dato agli allievi l’opportunità di migliorare le proprie competenze linguistiche spendibili nel campo professionale, ma soprattutto ha contribuito a far crescere e sviluppare il senso di rispetto e di accettazione delle culture “altre”, nonché a far prendere coscienza del relativismo delle proprie idee e della propria cultura i quali costituiscono un punto fermo del progetto e della Comunità Europea , e non solo, che mira alla duratura e stabile coesione dei popoli che la formano, nella speranza di disseminare sul proprio territorio tali concetti universali che faranno fare un passo avanti alla nostra società.
I Docenti Referenti
Paolo Misuraca e Felice Viticchié













