Il flirt tra Alfano e Casini accende gli ultimi scampoli di campagna elettorale in Sicilia, dove Beppe Grillo col suo tour continua a riempire le piazze coi candidati che hanno firmato dimissioni in bianco a garanzia degli elettori. C’è l’idea di una costituente dei moderati lanciata dal presidente del Senato Renato Schifani: un progetto che solletica i nostalgici del vecchio centrodestra, quello che nell’isola brindava al 61 a zero undici anni fa e che spera nel fallimento di quei sondaggisti che indicano un astensionismo sopra il 40%.
Ufficialmente Alfano e Casini giocano la partita siciliana su due tavoli diversi: il primo sostiene Nello Musumeci, il secondo Rosario Crocetta in accordo col Pd. In realtà entrambi aspettano di capire qual è la forza dei loro due partiti. E non fanno nulla per nasconderlo: “Noi dialoghiamo bene con Alfano, e se vince Crocetta in Sicilia, lo facciamo ancora meglio”, dice Casini. Che aggiunge: “Attendiamo dalla Sicilia un segnale importante. Ricordiamo agli elettori Pdl che il voto disgiunto è una possibilità concreta”. Che la porta rimanga aperta lo ribadisce anche Alfano che prosegue il suo tour elettorale in Sicilia: “Casini ha fatto una scelta schierandosi con il Pd, ci dispiace e speriamo che la vittoria del nostro candidato, Musumeci, sia la prova che hanno sbagliato”.
D’altronde “il test per le regionali non ha rilevanza nazionale perchè Bersani ha già fatto l’accordo con Vendola per le politiche”. Insomma il cantiere dei moderati ha i cancelli aperti. Solo dopo lo scrutinio quello che tra Alfano e Casini sembra un flirt, consumato prima su un volo partito da Bucarest e poi su quello atterrato a Palermo pochi giorni fa, potrebbe trasformarsi in “fidanzamento” politico.
La posta in palio in queste elezioni siciliane è davvero alta. I corteggiamenti sono in corso. Nel Pdl sono sicuri che, al di là delle posizioni dei dirigenti, buona parte dell’elettorato dell’Udc voterà per Musumeci. “L’alleanza tra l’Udc e il Pd è innaturale, molti elettori del partito di Casini voteranno il nostro candidato, perchè rappresenta un’opportunità per ricostruire il centrodestra”, è convinto il coordinatore del Pdl in Sicilia, Giuseppe Castiglione.
Ma il senatore Gianpiero D’Alia, coordinatore dell’Udc nell’isola, è netto: “Parla a sproposito del nostro partito: l’elettorato dell’Udc è composto da donne e uomini intelligenti che non accettano i consigli sbagliati ma che soprattutto voteranno per Rosario Crocetta, come del resto faranno molti elettori delusi del Pdl”.
Scaramuccce? Tattica? Adolfo Urso, presidente di Fareitalia per la Costituente popolare e promotore della lista Musumeci, parlando dell’elettorato Udc rilancia: “Si tratta di una scelta ragionevole basata su valori e programmi condivisi, demenziale appare semmai la decisione dell’Udc di sostenere il candidato della sinistra”. Agli elettori dell’Udc si rivolge anche Francesco Pionati, segretario dell’Alleanza di Centro: “Cambiando una sola vocale e votando Adc, possono dire no al patto scellerato tra Casini e Crocetta e scegliere la coerenza di una presenza cattolica nel centrodestra”.

















