La Procura della Repubblica di Agrigento, ha aperto una inchiesta sulla morte di Pietro Antonio Galleja 53 anni originario di Gioiosa Jonica in provincia di Reggio Calabria ma residente a Naro dove abitava con l’anziana madre. Sinistro avvenuto alle porte di Canicattì la scorsa estate. L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Santo Fornasier, ha visto iscrivere nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo un bracciante agricolo di Palma di Montechiaro che si trovava alla guida di una fiat Punto che si è scontrata frontalmente con lo scooter guidato dalla vittima.
La Procura ha anche disposto la nomina di un perito, l’ingegnere Fratesco La Novara, il quale giovedì pomeriggio ha effettuato un sopralluogo lungo la statale teatro dell’incidente con l’obiettivo di stabilire le esatte cause dello scontro tra i due mezzi. Intanto, la famiglia della vittima ha nominato gli avvocati Giuseppe Giardina e Giovanni Salvaggio, quali legali di fiducia.
Lo scopo dell’inchiesta è quella di stabilire se vi siano delle responsabilità dell’autista del mezzo che è costato la vita al cinquantatreenne narese. Secondo una ricostruzione effettuata dai carabinieri, Pietro Antonio Galleja, viaggiava a bordo di uno scooter 50 quando all’improvviso nei pressi di una curva era stato travolto ed ucciso da una Fiat Punto, condotta da un agricoltore di Palma di Montechiaro, che si stava recando al mercato ortofrutticolo di Canicattì per vendere alcuni ortaggi. La Punto aveva poi finito la sua corsa contro una Wolkswagen Passat ed una Ford C Max condotte da due persone residenti a Canicattì e rimaste illese nello scontro. Nessun graffio anche per il bracciante palmese. Nell’impatto violentissimo Pietro Antonio Galleja che a Naro lavorava in campagna ed oltre ad abitare con la madre conviveva con una donna di origini polacche, è stato sbalzato oltre il guard-rail finendo in un terrapieno dopo un volo di almeno una decina di metri.
Erano stati alcuni automobilisti a soccorrerlo perché respirava ancora ma era deceduto poco dopo prima dell’arrivo dell’ambulanza del 118 che doveva trasferirlo al pronto soccorso dell’ospedale Barone Lombardo di Canicattì. I medici e gli infermieri, quando sono giunti sul posto non hanno potuto far altro che constatare il decesso del cinquantatreenne.
FONTE : CV













