Aveva intestato una Porsche Cayenne Turbo. Eppure Vincenzo Favaloro, titolare della Corte dei Normanni a Sferracavallo, borgata di Palermo, aveva presentato per gli anni 2009 e 2010 dichiarazioni fiscali con un reddito pari ad 1 euro. L’imprenditore è stato denunciato. Nel locale è stato anche trovato un lavoratore in nero.

Ai clienti venivano rilasciati scontrini e ricevute fiscali che non venivano trascritti nella contabilità e quindi nella dichiarazione dei redditi. Secondo le fiamme gialle il ristoratore, dal 2009 al 2011, ha nascosto all’erario oltre 1 milione di euro di ricavi e non versato imposte (Iva, Irap e Irpef) per quasi 200 mila euro.


È scattato il “sequestro preventivo per equivalente” dei beni intestati o comunque riconducibili al commerciante al fine di garantire il credito vantato dallo Stato. I sigilli sono stati posti su tre autovetture.

“All’accertamento della guardia di finanza sono stati allegati dei prospetti contabili in cui sono state fatte rilevare delle spese, tenendo conto delle quali non vi sarebbe reato”, dice l’avvocato Fabrizio Biondo che difende il ristoratore. “Di queste spese non si è potuto tenere conto in ragione di una particolare procedura di accertamento che i militari della guardia di finanza hanno utilizzato. Davanti al tribunale faremo valere le nostre ragioni”.