Il Coordinatore Nazionale di Trasporto Sicilia Salvatore Bella comunica che l’associazione ha dato mandato al Segretario Maurizio Longo a presentare al Parlamento Europeo un Dossier che riguarda l’Ecobonus Siciliano.
L’Unione Europea è in questo periodo impegnata nel prendere una importante decisione nei confronti dell’Italia: concedere o no una proroga per l’ecobonus 2010. L’importante sostegno economico alle imprese di autotrasporto di tutta Europa è stato concesso dallo Stato italiano a fronte della scelta degli operatori del settore di optare per il trasporto combinato strada-mare al posto del tutto-strada. All’epoca, l’autorizzazione a questa tipologia di aiuto era stata chiesta all’Europa in funzione dei seguenti risultati che la misura avrebbe sortito: minor inquinamento, maggiore sicurezza stradale, minor congestione stradale. L’Unione Europea ha autorizzato di buon grado il sostegno economico di cui l’Italia si faceva promotrice, appellandola come “best practice”. Ma l’approccio dell’Italia con l’U.E. per ottenere l’autorizzazione, i motivi posti alla base dell’aiuto, hanno indotto l’U.E. a classificarla come “aiuto di Stato” e a sottoporla alle relative norme (artt. 107 e 108 TFUE), con la conseguenza che dopo i tre anni concessi ha sottoposto l’Italia, che si accingeva ad erogare il quarto anno di contributi, a procedura formale d’indagine. Passiamo agli autotrasportatori: nel 2007 hanno accolto entusiasti il regime di aiuti, ma non certo per i motivi posti dall’Italia come obiettivo degli stessi. I motivi sono altri, gli stessi per cui il contributo non può essere assimilato al regime di aiuti di Stato. E’ noto, infatti, che l’Italia è divisa in due: da Napoli in su e da Napoli in giù. Da Napoli in su troviamo autostrade degne di chiamarsi tali, infrastrutture logistiche, parcheggi per mezzi pesanti, treni ad alta velocità; da Napoli in giù troviamo autostrade che altro non sono che cantieri sempre aperti, assenza totale di trasporto ferroviario, nessuna infrastruttura logistica. Le norme sulle ore di guida e di riposo imposte dal Nuovo Codice della Strada hanno aggravato una situazione già pietosa, rendendo impossibile, anche con due autisti, ad un camion che trasporta merce ortofrutticola di arrivare in tempo utile al mercato di Milano, tanto per fare un esempio. In questi anni l’ecobonus aveva consentito di bypassare tutto il sud Italia e di arrivare in tempo utile ai mercati ortofrutticoli del nord Italia, osservando le ore di guida e di riposo. Il maggior costo del trasporto combinato strada-mare rispetto al tutto-strada veniva compensato con la quota di rimborso prevista dall’ecobonus. Ma tutto ciò è ora finito perché l’U.E. ritiene che trattasi di aiuti di Stato. Analizziamo quindi le caratteristiche degli aiuti affinchè possano rientrare nelle fattispecie previste dall’art. 107 TFUE: “….risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza”; nell’ecobonus non c’è però una discriminazione di imprese: tutte le imprese appartenenti a Stati dell’U.E. potevano beneficiare delle risorse. Non esiste, quindi una minaccia alla concorrenza tra imprese di autotrasporto, ma lo stesso dicasi tra le diverse modalità di trasporto: il trasporto ferroviario per merci ortofrutticole non esiste, anche per il trasporto passeggeri le ferrovie hanno quasi del tutto abbandonato i collegamenti con la Sicilia, ed anche il trasporto stradale dalla Sicilia a Napoli non esiste, le autostrade sono cantieri permanenti da tempi immemorabili. Quindi questa minaccia alla concorrenza fra quali imprese si concretizzerebbe? Esiste invece la condizione contraria: le imprese di autotrasporto del sud Italia in questo momento non sono in condizioni di competere, di essere concorrenziali, con le altre imprese europee che invece godono di ogni genere di infrastruttura. In particolare l’economia siciliana vive prevalentemente di produzione e commercio di prodotti ortofrutticoli, altamente deperibili anche con trasporto tramite camion-frigo, che vanno consegnati entro 24 ore dalla raccolta e i cui principali acquirenti sono i mercati del nord-Italia e dell’Europa. La Sicilia è sempre stata fortemente penalizzata dalla sua posizione geografica che la vede alla estremità sud di un Paese stretto e lungo, ma dall’entrata in vigore delle nuove norme del codice della strada, peraltro imposte dall’U.E., la Sicilia non più solo penalizzata, ma è tagliata fuori dal mercato, perché non riesce a raggiungere i mercati di sbocco via strada nemmeno con due autisti a bordo dei camion. Ecco che il trasporto strada-mare è diventata l’unica alternativa praticabile, ma alla sola condizione di un recupero parziale dei costi, quindi con l’ecobonus, perchè altrimenti, il maggior costo del trasporto strada-mare inciderebbe sul prodotto, causandone l’aumento del prezzo finale, tagliandolo fuori dal mercato. L’ecobonus dovrebbe essere lo strumento per sollevare il livello concorrenziale delle imprese del meridione d’Italia e portarlo al pari di quelle delle concorrenti europee. L’Europa e l’Italia dovrebbero scusarsi con le imprese di autotrasporto meridionali per le condizioni in cui sono costrette a lavorare e concedere l’ecobonus a tempo indeterminato, fino a che adeguati interventi infrastrutturali non consentano agli autotrasportatori meridionali di commercializzare i prodotti ortofrutticoli rispettando le norme imposte dal Codice della Strada.
Ma tornando a questioni di diritto: il principio del legittimo affidamento, di matrice europeistica, volto alla protezione di situazioni consolidate, quali il decreto ministeriale relativo agli imbarchi 2010 (e le relative istanze degli autotrasportatori), che ha ingenerato un ragionevole affidamento nei destinatari, sancito da varie sentenze della Corte di Giustizia, che fine fa? L’U.E. tiene conto in maniera troppo formale e quasi strumentale del TFUE ma non tiene in nessun conto i diritti quesiti da parte delle imprese che hanno già presentato istanza di rimborso eco bonus, istanze già valutate positivamente dal Ministero dei Trasporti e che attendono solo l’erogazione delle somme.
Salvatore Bella


















