Continuano le indagii degli inquirenti per cercare di risalire all’identità dei 5 malviventi che giovedì sera, intorno alle 20, si sono introdotti in casa di un imprenditore di Canicattì costrigendolo, sotto la minaccia delle armi, ad aprire la cassaforte dove erano custoditi contanti e gioielli. Secondo le prime ricostruzioni,  i ladri si sarebbero impossessati di gioielli per un valore di circa 30 mila euro e di 6mila euro in contanti.

Sul posto, oltre ai militari dell’Arma della locale stazione, agli ordini del capitano Salvatore Menta, sono giunti gli investigatori dei carabinieri provenienti dal comando provinciale.  I malviventi sarebbero riusciti a penetrare all’interno della proprietà da un’entrata secondaria.


Appena  la moglie dell’imprenditore ha aperto i cancelli , con il viso travisato da passamontagna, uno dei  malviventi avrebbe  estratto una pistola e con poche parole e gesti intimidatori ha ordinato alla signora di entrare in casa.

Appena dentro l’abitazione la donna sarebbe stata costretta ad apire la cassaforte dove erano custoditi i preziosi. Durante le fasi della rapina, in casa è giunto anche il marito della donna, ignaro di tutto, anch’esso immobilizzato. Gli inquirenti hanno ascoltato la testimonianza dell’imprenditore e della moglie nella speranza di riuscire a ricavare elementi utili alle indagini.  Secondo indiscrezioni , alcuni dei ladri, avrebbero avuto un’inflessione dialettale palermitana.

Gli  inquirenti, hanno anche verificato la presenza di eventuali impronte digitali per confrontarle con quelle dei pregiudicati presenti negli archivi delle forze dell’ordine. Le indagini però, non si rilevano per nulla semplici poichè i ladri avrebbero indossato dei guanti, prorpio per evitare di lasciare tracce.