Ammonta a circa 30 mila euro tra denaro contante e preziosi il bottino della rapina compiuta giovedì sera ai danni di una coppia residente in una villa appena fuori citt. Intanto, le indagini condotte dai carabinieri della Compagnia di Canicattì vanno avanti e sembrano che stiano procedendo nella direzione giusta. Dopo la rapina, infatti, in città sono giunti i militari dello speciale nucleo investigativo scientifico dell’arma che ha sede ad Agrigento.

L’obiettivo è quello di isolare qualche traccia che permetta di far risalire al Dna di uno dei componenti della banda, in tutto cinque persone, entrata in azione la scorsa settimana. Per questo, delle analisi saranno effettuate anche su alcuni mozziconi di sigaretta, trovati nei pressi della villa di proprietà dei due coniugi, che possano permettere l’individuazione di qualche traccia genetica di uno dei malviventi. Tutta l’indagine, però viene mantenuta nel più stretto riserbo ed i carabinieri poco o nulla lasciano trapelare anche per non far sfumare l’inchiesta.


Specialisti stanno anche visionando le immagini registrate dalle telecamere della video sorveglianza cittadina sistemate nella zona, che potrebbero fornire elementi utili alle indagini. Il sospetto è quello che a tra i componenti della banda vi fosse qualche basista del posto che avrebbe girato informazioni o addirittura partecipato al colpo. Per questo motivo sono state numerose le persone sentite dai carabinieri in questi giorni. Si tratta, soprattutto di gente con precedenti penali specifici che gravitano nell’ambito della criminalità cittadina.

Tutto è avvenuto giovedì sera poco dopo le 20 quando i banditi, hanno sorpreso all’interno della propria abitazione la moglie del titolare del negozio. Dopo averla minacciata, l’hanno costretta a sedersi in salotto ed insieme a loro attendere l’arrivo del marito. L’uomo conosceva la combinazione della cassaforte. Sono trascorse poche decine di minuti, apparsi interminabili, poi l’ingresso in casa del marito che nel frattempo aveva chiuso l’attività commerciale. Quando l’uomo ha aperto l’uscio si è trovato di fronte alla scena. I banditi con una pistola, lo hanno minacciato urlando di aprire la cassaforte altrimenti avrebbero fatto del male alla moglie. L’imprenditore, senza reagire ha ubbidito. I banditi a questo punto hanno fatto razzia di tutto quello che si trovava all’interno e terminata la loro azione criminale sono fuggiti via facendo perdere le tracce.