Se negli Stati Uniti i politici diventano un fumetto (Barack Obama è sempre più presente nei comics delle case editrici internazionali e la moglie Michelle da poco è diventata la protagonista di una storia inserita nella speciale collana intitolata “Female force”), nel Belpaese avviene proprio l’esatto contrario.
Gli eroi delle strisce e dei cartoon vengono arruolati dalla politica. Se qualche mese fa sul sito internet del Pd, i candidati alle Primarie erano raffigurati come i Fantastici quattro, oggi è l’ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia a reclutare i personaggi dei fumetti per la campagna elettorale.
Da alcuni giorni, sul web impazzano i manifesti con slogan messi in bocca a noti personaggi del mondo dei fumetti e sotto il simbolo di “Rivoluzione civile”. Tra questi Dylan Dog nelle vesti di un lavoratore a progetto che se la prende con i “mostri che ammorbano le istituzioni” e sbandiera ai quattro venti: “Anche io voto Rivoluzione Civile. Insieme vinciamo”. Oltre al bel tenebroso indagatore dell’incubo, l’entourage del candidato premier arancione ha arruolato altri personaggi dei cartoon o dei fumetti. E così in Rete ti puoi imbattere in Lisa Simpson che chiede verità sui traffici delle ecomafie o in Ken Shiro che difende l’articolo 18 oppure nel draghetto Grisù, vigile del fuoco discontinuo che vuole “un paese che non si nasconda dietro l’emergenza ma progetti il suo futuro”.
L’idea però non piace a tutti. E’ il caso della Sergio Bonelli Editore spa “proprietaria del nome e dei diritti di utilizzazione del personaggio Dylan Dog” che, si legge in un comunicato stampa, ”dichiara di non essere in alcun modo affiliata o di sostenere, con l’immagine di Dylan Dog o di qualunque altro personaggio della casa editrice, alcuna formazione politica, e diffida dall’utilizzo illecito del nome e dell’immagine delle sue proprietà intellettuali”.
Una presa di posizione chiara e precisa da parte del papà di Dylan Dog e Tex che diffida chiunque dall’utilizzare i suoi personaggi nella campagna elettorale. Più chiaro di così: l’indagatore dell’incubo e il più famoso ranger del Texas non fanno politica, non si schierano. Non sono nè di destra nè di sinistra.
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