Maxi trasferimento per 7 dirigenti e 53 funzionari all’assessorato alla Formazione, investita da scandali e inchieste giudiziarie. Il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, ha disposto il cambio d’ufficio per dirigenti e funzionari.
Il provvedimento arriva dopo le denunce del governatore e dell’assessore alla Formazione, Nelli Scilabra, sulla gestione dei fondi della Regione, finiti in conti personali di alcuni dipendenti. Le inchieste coinvolgono anche alcuni enti di formazione che avrebbero utilizzato risorse destinate a pagare i corsisti per altri scopi.
Nei giorni scorsi, l’assessore Scilabra ha presentato una denuncia alla Procura di Agrigento per presunte infiltrazioni mafiose in un ente di formazione. Il governo inoltre ha già depositato all’Assemblea regionale siciliana un disegno di legge sulle incompatibilità per fermare il fenomeno delle parentele politiche proprio negli enti di formazione in alcuni casi trasformati in bacini elettorali.
“Nei giorni scorsi ho incontrato il comandante regionale della Guardia di Finanza, generale di divisione Fabrizio Cuneo e si è deciso di avviare un percorso di collaborazione per garantire che le attività formative, tenuto conto del pubblico interesse che rivestono, sopratutto per i giovani siciliani, vengano gestite nella massima trasparenza”, ha affermato l’assessore Scilabra.
“La formazione professionale in Sicilia che investe uno dei settori cruciali dell’economia isolana, deve essere radicalmente cambiata – ha aggiunto – il nostro rigoroso impegno, sia nella delicata fase di accreditamento, sia nella successiva attività di controllo delle attività autorizzate, sarà ancora più efficace se accompagnato da una mirata azione di collaborazione con altri soggetti istituzionalmente preposti a svolgere attività di controllo sulla gestione dei fondi comunitari, come la guardia di finanza”. “Su questo aspetto – ha sottolineato l’assessore Scilabra – l’ipotesi di lavoro è quella di anticipare le verifiche durante la gestione dei corsi e non più soltanto in fase di rendicontazione finale. Siamo i primi ad avviare un progetto di prevenzione di questo tipo”.
Il governatore Crocetta, dal canto suo, dichiara: “Con questo provvedimento si mette fine ad una gestione consolidata, nel settore formazione che ha coinvolto l’assessorato, in questi anni, in una serie infinita di scandali”. “Comincia un nuovo percorso – aggiunge il governatore – che dovrà garantire tutti i dipendenti dei vari enti di formazione, ma escluderà dalla formazione gli Enti che non sono in regola con le informative antimafia, che non pagano i dipendenti e che non svolgono correttamente i corsi”.
Il maxi trasferimento coinvolge i 60 dipendenti dei 6 dipartimenti che si occupano di formazione e riguarda anche una serie di dirigenti tra cui Lo Campo, Di Franco, Fiorino, Trentacoste, D’Esposito, Sorce, La Cagnina.
Nelle more di una riorganizzazione degli uffici, che verrà fatta nel corso della settimana, i dirigenti rimanenti della formazione si occuperanno ad interim del lavoro dei colleghi trasferiti. Mentre il lavoro di controllo e di contabilità effettuato dai funzionari che vanno via sarà svolto dai circa 65 sportelli decentrati che si occupano di lavoro e formazione nelle province della regione. Nel corso della settimana i lavoratori trasferiti saranno sostituiti con una piccola parte di funzionari e dirigenti
Una maxi-rotazione che non ha precedenti e che sta già suscitando polemiche tra i sindacati autonomi, in particolare Cobas/Codir e Sadirs, che rappresentano il maggior numero dei 18 mila dipendenti regionali. Il personale coinvolto ha appreso dei trasferimenti stamattina mentre era al lavoro. In assessorato è subito esploso il panico. In massa i dipendenti hanno chiesto chiarimenti al dirigente generale e all’ufficio di gabinetto dell’assessore Nelli Scilabra, che si trovava a Roma per impegni istituzionali. Per alcune ore funzionari e dirigenti sono rimasti nei loro uffici, nell’imbarazzo generale. È intervenuta la polizia. Gli agenti hanno riportato la calma, alcuni dipendenti hanno quindi lasciato il proprio posto, mentre un gruppo di dirigenti è rimasto in sede pretendendo un provvedimento scritto prima di andar via.
I sindacati sono sul piede di guerra. “Sessanta ignari dipendenti regionali che, in massima parte, non hanno mai avuto nulla a che vedere con la Formazione hanno appreso la notizia dalla stampa”, dicono Marcello Minio e Dario Matranga del Cobas/Codir, secondo i quali i provvedimenti “sembrerebbero non colpire coloro che sono stati destinatari di azioni giudiziarie”. Il sindacato sostiene che “non sono state rispettate le procedure previste dalla legge, ovvero la preventiva concertazione con le organizzazioni sindacali” e annunciano azioni di lotta, compreso lo sciopero generale.

















