Finisce davanti ai giudici del Tribunale Amministrativo Regionale, la delibera approvata dal Cda della Dedalo Ambiente con la quale viene rivisto il metodo di pagamento delle somme per la raccolta ed il conferimento dei rifiuti che vengono ripartite tra i comuni consorziati. Ad impugnarla è stata l’amministrazione comunale di Canicattì. Infatti, con la nuova delibera approvata l’ente guidato dal sindaco Vincenzo Corbo andrebbe a versare qualcosa come 650 mila euro in più rispetto alle quote che il comune ha pagato per il 2011. Si tratterebbe di un surplus. Infatti, l’ente sino ad oggi ha versato per l’anno appena trascorso oltre 5 milioni e trecento mila euro.

La differenza, in questo modo farebbe lievitare a circa 6 milioni di euro il costo per il servizio di raccolta e conferimento in discarica della spazzatura prodotta su tutto il territorio comunale. Nel corso della riunione dell’assemblea dei soci della Dedalo Ambiente Ato Ag 3 di cui il comune di Canicattì fa parte era stata approvata una delibera che prevedeva nuovi criteri di ripartizione del costo del servizio per l’anno 2011, ribadendo un principio che era stato sancito da tanti consigli comunali in occasione della nomina del nuovo liquidatore avvenuta lo scorso anno. In particolare la delibera prevede che nell’ambito AG3 il servizio si pagherà in funzione dei rifiuti conferiti in discarica e non più secondo un vecchio dato che voleva questo intervento per abitante e che risaliva al 2001.


Questo principio dovrebbe consentire da un lato di potenziare per il futuro la raccolta differenziata poiché comporterà, se avviato, meno produzione di rifiuti, meno costi di conferimenti in discarica, meno costi di trasporto ed in definitiva meno costi per i cittadini. Alla votazione della delibera si era detta contraria soltanto l’amministrazione comunale di Licata, ma adesso ripensandoci bene anche il Comune di Canicattì non la giudica sicuramente idonea alla luce della situazione che si è venuta a creare cioè il pagamento di circa 650 mila euro in più da corrispondere per il 2011.

A proporre la delibera, poi approvata era stata la neo amministrazione comunale di Campobello che si era battuta per ripristinare anche per il 2011 il principio votato dall’Assemblea straordinaria della Dedalo lo scorso anno e che consentirà per la Comunità locale un discreto risparmio nel costo del servizio, così come per tante altre piccole comunità. Adesso l’opposizione davanti al Tribunale Amministrativo Regionale. «Non potevamo fare altrimenti – ha dichiarato il sindaco Vincenzo Corbo- anche perché il Comune in questa occasione si vedrà costretto a sborsare delle somme maggiori che attualmente considerati i tagli non ha nelle proprie casse».