Il turismo in Sicilia nel futuro prossimo potrebbe indossare una nuova veste, quella dell’albergo diffuso, un nuovo modo di concepire l’ospitalità, complementare al turismo tradizionale,  che rilancia la fruibilità dei centri storici delle città e dei paesi e pone le basi per nuova occupazione.

A promuovere nell’isola l’albergo diffuso è un disegno di legge presentato all’Ars dal Movimento Cinque Stelle. Il ddl, primo firmatario il deputato Claudia La Rocca. In estrema sintesi si tratta di una proposta concepita per offrire agli ospiti l’esperienza di vita di un centro storico di una città o di un paese, potendo contare su tutti i servizi alberghieri, cioè su accoglienza, assistenza, ristorazione, spazi e servizi comuni per gli ospiti, alloggiando in case e camere che distano non oltre 200 metri dal “cuore” dell’albergo diffuso: lo stabile nel quale sono situati la reception, gli ambienti comuni, l’area ristoro.


E’ in primo luogo un albergo, anche se un albergo particolare, che non si costruisce, ma che nasce mettendo in rete case pre-esistenti. In altre parole l’albergo diffuso è un albergo orizzontale che si caratterizza per una serie di requisiti (il modello) messi a punto dopo una lunga serie di esperienze sul campo avviate a partire dai primi anni ’80 in Friuli e Sardegna.

I vantaggi principali dell’albergo diffuso sono il  recupero del patrimonio edilizio dei centri storici per ricavarne degli alloggi per i turisti e l’argine allo spopolamento dei piccoli comuni, spesso lontani dai circuiti turistici tradizionali. La nascita degli alberghi diffusi punta  inoltre a creare nuove opportunità occupazionali. “La Sicilia  – afferma Claudia La Rocca – per le sue caratteristiche paesaggistiche e culturali potrebbe vivere di turismo  365 giorni l’anno. E’ opportuno, pertanto, che la Regione siciliana crei in questo settore le condizioni per lo sviluppo delle piccole e medie imprese, e l’albergo diffuso in questo senso potrebbe essere un’ottima risposta”.

La nuova forma di turismo  proposta dal ddl rientra a pieno titolo nell’ambio del turismo sostenibile propugnato dal Movimento Cinque Stelle. “L’albergo  diffuso – si legge nella premessa dell’atto parlamentare – accoglie il turista facendolo immergere nelle atmosfere autentiche della vita dei piccoli borghi e centri storici, aiutandolo a conoscere abitudini e usanze originarie, a vivere la quotidianità locale e a degustare prodotti enogastronomici tipici. Inoltre guarda alla salvaguardia  dell’ambiente, al recupero urbanistico,  alla valorizzazione  delle   tradizioni, dando al tempo stesso opportunità  occupazionali e imprenditoriali, con ricadute positive sulle attività commerciali esistenti, nonché sui centri commerciali naturali”.

Nella stesura del ddl, come avviene per tutti gli atti presentati dal gruppo parlamentare M5S,  sono stati coinvolti cittadini ed attivisti: tra questi  Michele Aricò e Salvatore Lanzafame. “Anche altri schieramenti politici hanno presentato proposte di legge in tal senso – sostiene La Rocca – e questo ci fa  ben sperare che ci sia la volontà di portare avanti questa iniziativa”.