Antonio Ingroia non sarà più magistrato. L’ex pm di Palermo, intervistato da Beatrice Borromeo per “Il Fatto Quotidiano”, afferma che si dimetterà dall’incarico di magistrato. Ingroia dichiara che Rivoluzione Civile non è morta: “Abbiamo ricevuto migliaia di email e lettere dai nostri elettori che ci chiedono di andare avanti. Ci fermano per strada pregandoci di non disperdere il loro voto: 800 mila cittadini ci hanno dato fiducia. E poi, se sono morti Rc, Idv, Verdi e Comunisti, è sepolto pure il movimento Arancione di De Magistris”.

L’ ex candidato premier si smarca dal sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che lo aveva attaccato duramente. “Lealtà e amicizia non sempre reggono – osserva – Io mi comporto diversamente. Certo, De Magistris ha molti problemi come sindaco: è criticato dai cittadini napoletani e mi rendo conto che voglia proteggersi dall’effetto della sconfitta, anche se ne è corresponsabile”. L’accusa di De Magistris era chiara: l’inclusione di vecchi partiti ha portato alla sconfitta di Rivoluzione civile. Ma per Ingroia ciò “è semplicemente falso. Luigi era d’accordo su tutte le principali decisioni prese, e ci sono testimoni che possono confermarlo. Se ammettiamo la sua buona fede, allora significa che ha un ricordo non proprio preciso di come sono andate le cose”.


Sulla vittoria del M5S, l’ex magistrato afferma che “la tendenza Grillo ha inciso parecchio. Vedremo come andranno le prossime elezioni: siamo sicuri che la novità grillina in sé sia sufficiente? Comunque concordo con De Magistris sul fatto che dobbiamo ripartire dalle idee originarie: il partito deve ricostruirsi dal basso”.

Ingroia ha parlato anche del Guatemala: “Ci sono altre opzioni che mi permetterebbero di accompagnare dall’esterno la crescita del partito. Se invece deciderò di dimettermi il mio impegno politico sarà totale: sarò il presidente di Rivoluzione Civile“.