Il saldo, alle famiglie canicattinesi, non basta. La stagione degli sconti, oltre a registrare una contrazione delle vendite, ha dato luogo ad ulteriori “contrattazioni.
Sempre più stretti nella morsa del carovita, gli acquirenti hanno spesso chiesto “aggiuntive” decurtazioni, chiedendo l’innalzamento della percentuale di sconto praticata.
Gli sconti, che in passato servivano a compensare le perdite subite nella stagione di riferimento, da qualche anno e soprattutto durante questa stagione, sembrano aver assunto una funzione simbolica.
Basti considerare che il settore dell’abbigliamento, dove il boom delle vendite era usuale, ha registrato un incremento pari soltanto, al 5 per cento. Le cause sono da ricercare sicuramente nel carovita che ha portato i consumatori ad astenersi dagli acquisti.
L’antico vezzo del mercanteggiare, che la prosperità ci aveva indotto ad abbandonare, dunque sta ritornando di moda. Gli acquirenti che in passato compravano ad occhi chiusi senza brontolii, adesso appaiono molto più cauti e si appellano al prezzo.
Quest’anno, forse come non mai, i negozi sembrano vuoti anche in questo periodo di saldi. E’ pertanto necessario un cambiamento di rotta da parte di grossisti e dettaglianti, al fine di rilanciare un settore in piena recessione, che sta causando purtroppo la chiusura di molti esercizi.












