Andrà in onda oggi pomeriggio, alle 16.30,  la diretta di  Pomeriggio 5, la popolare trasmissione Mediaset condotta da Barbara D’Urso,  che parlerà della tragedia di Naro. Il nostro direttore,  Davide Difazio, porterà  la testimonianza del signor Gaspare Franco, l’uomo che per primo ha soccorso i fratellini romeni avvelenati con dei cioccolattini , riempiti di pesticida, lasciati appesi alla porta d’ingresso della loro abitazione.

I figli della coppia romena, Sebastien, Alexander e Ionut, rispettivamente di 5, 7 e 10 anni, dopo aver ingoiato i cioccolattini al veleno hanno iniziato subito ad avere dei crampi allo stomaco. Sebastian, il più piccolo, ne avrebbe ingoiati almeno due e pochi minuti dopo era già a terra privo di sensi.


Immediato il soccorso del signor Gaspare Franco, che gestisce una macelleria proprio di fronte casa della coppia romena. Dapprima la folle corsa verso l’ospedale di Canicattì, dove i medici del pronto soccorso hanno trovato il più piccolo dei fratellini, in arresto cardio circolatorio. Dopo le prime fasi di soccorso, i medici ne hanno disposto il trasferimento verso la terapia intensiva di Messina dove Sebastian non s’è mai ripreso da un coma profondo, sfumato giovedì 14 marzo in un elettroencefalogramma piatto.

Il nostro direttore, aggiornerà i telespettatori sugli ultimi sviluppi delle indagini che attualmente non hanno individuato nè un movente nè un assassino. Nelle ultime ore, gli inquirenti stanno anche valutando la pista dell’avvelenamento a scopo passionale.

La gente di Naro, descrive la famiglia Lupescu, come un nucleo familiare ben inserito nel contesto sociale del piccolo paese dell’agrigentino. La procura della repubblica di Agrigento e i carabinieri, hanno analizzato diversi indizi ma il quadro complessivo delle indagini risulta ancora difficile da interpretare.

Gli investigatori sperano di trovare qualche circostanza come una lite, una discussione o altri dissapori, in grado di “giustificare” un odio tanto profondo da indurre l’assassino a preparare un’esca che avrebbe dovuto procurare una strage. Non si esclude che l’obiettivo non fossero i bambini ma una “punizione” nei confronti di adulti.