“Con molta probabilità la famiglia di Daniel Lupescu, non tornerà mai più in Italia. Il dolore per la perdita del piccolo Sebastian, 5 anni, e per l’episodio dell’avvelenamento che ha visto protagonisti anche gli altri due fratellini: Alexander di 7 e Ionut di 10, ha segnato il papà e la mamma dei bimbi Marika Tache, 32 anni, i quali hanno manifestato la volontà di rimare a Iasi , loro città d’origine”.
A parlare è padre Julian Mathias Pavel, parroco ortodosso della chiesa di San Nicola di Canicattì, che domenica scorsa durante la messa alla quale hanno partecipato i componenti della famiglia Lupescu, ha raccolto lo sfogo dei due suoi connazionali.
“Non credo- ha aggiunto padre Julian- che torneranno in Italia, perché hanno affidato l’intera questione ad un loro avvocato di fiducia. Sarà a lui a seguire l’evolversi di questa triste vicenda, che ha rischiato di provocare la morte di un intero nucleo familiare. Il padre non riesce più nemmeno a pronunciare una frase.
La perdita del figlio lo ha letteralmente sconvolto. La madre, invece chiede giustizia. Tutta la comunità romena vuole la verità su quanto accaduto e l’auspicio è quello che i carabinieri al più presto giungano alla soluzione di questo giallo assicurando alla giustizia gli autori o l’autore di questo tentativo di strage”.
Intanto, la famiglia Lupescu, padre madre ed i due fratellini, già da ieri si trovano nella loro terra d’origine. Sono entrati in aereo dopo che la Procura di Messina, finiti gli accertamenti sul corpo del piccolo Sebastian, ha restituito la salma ai familiari. A prelevare il feretro è stato un carro funebre giunto direttamente dalla Romania che in auto porterà la salma a Iasi, nel nord della Romania. Poi si terranno i funerali e il piccolo sarà tumulato nel cimitero della città d’origine della famiglia Lupescu.
“Tutto questo – ha detto padre Julian Mathias Pavel- è stato reso possibile grazie al buon cuore ed alla generosità dei fratelli ortodossi romeni che vivono in questa terra la Sicilia. Sono stati loro ad effettuare una raccolta di fondi, servita ad acquistare i biglietti dell’aereo ed a pagare le spese di trasporto della salma di Sebastian, in Romania. Una vera e propria gara di solidarietà partita da Canicattì e Naro, ed estesa a tutta l’isola”.
Intanto, continuano le indagini dei carabinieri della compagnia di Licata e della stazione di Naro, che in queste ore stanno cercando di dare un volto ed un nome all’autore dell’avvelenamento. Lavoro che viene coordinato dalla Procura di Agrigento. L’inchiesta è in mano al sostituto Andrea Maggioni ed ha la supervisione del Procuratore Renato Di Natale e dell’aggiunto Ignazio Fonzo.











