A dare anima e corpo al “dissenso” interno alla maggioranza era stato attraverso Twitter, l’ex capogruppo del Pd, Antonello Cracolici che aveva parlato di pessimo segnale a proposito della legge di riforma elettorale mentre la campagna per le amministrative di giugno è ormai avviata.
Oggi che la commissione Affari istituzionali torna a riunirsi – questo pomeriggio alle 16 – per subemendare il testo di legge già esitato e che prevede l’introduzione della preferenza di genere e la doppia scheda per “dividere” il voto del sindaco da quello del consiglio comunale, a rafforzare la posizione del Pd è l’attuale capogruppo, Baldo Gucciardi. Che già ieri nel corso del vertice di maggioranza col presidente Crocetta e con gli alleati dell’Udc ha ribadito la sua convinzione.
“Sarà importante dopo l’abolizione delle province, che è un testo del partito democratico e dell’Udc a prescindere da chi se ne è intestato la paternità, che dalla Sicilia arrivi un segnale forte come quello della preferenza di genere. Non è accettabili che nei consigli comunali non siano presenti donne. Lo spunto certamente proviene dalle primarie del Pd e dagli obblighi del nostro statuto di partito con cui siamo riusciti a portare in Parlamento un buon numero di deputate donne. Questo si deve fare anche nelle amministrazioni comunali. Ma altra cosa sono le regole elettorali. Non si può accettare che le regole di questa delicata materia che devono essere condivise da tutti i gruppi parlamentari dell’Ars vengano discusse sotto le evidenti influenze di una campagna elettorale già in corso. Il Pd non ci sta”.
E poi Gucciardi, maliziosamente, paventa un rischio: “Che si chieda il aula il voto segreto per mascherare gli interessi di uno schieramento o dell’altro. Su questi temi, su argomenti così sensibili che riguardano tutti i partiti politici bisogna andare uniti e lavorare ad un testo che vada liscio in aula”. Gucciardi poi stigmatizza anche l’ipotesi di abbassamento della soglia di sbarramento dal 5 al 4% “che ha dimostrato di essere un argine alle liste fai-da-te, vere e proprie minacce alla democrazia e alla libertà di voto”. Quindi Gucciardi è convinto: “Ogni altra modifica alla legge elettorale, anche nella parte relativa all’attribuzione del premio di maggioranza che ha garantito così tante poltrone al sindaco Orlando, deve essere rivisto solo dopo le elezioni di giugno. Non appoggeremo altra riforma se non quella per la preferenza di genere”.
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