Doppia scheda per sindaco e consiglieri, ulteriore riduzione dello sbarramento al 3%, stop al voto confermativo ripristinando dunque il cosiddetto effetto trascinamento, ma ciò vale se rimarrà la scheda unica. Sono alcuni dei 42 emendamenti presentati in commissione Affari istituzionale al ddl sulla doppia preferenza di genere. La commissione si riunirà oggi, alla presenza del governatore Rosario Crocetta.
Durante l’ultimo vertice di maggioranza era emersa l’indicazione di approvare un testo snello, con la sola doppia preferenza di genere. Ma la partita, come dimostrano il numero e i contenuti degli emendamenti, è più che mai aperta. Il Pd è disponibile a votare solo per doppia preferenza, mentre all’interno della stessa maggioranza ci sono deputati favorevoli anche alla norma sui limiti ai rimborsi per i consiglieri e sulla riduzione dello sbarramento, entrambi per altro votati in commissione nei giorni scorsi da tutti i componenti, eclusi quelli del Pd.
Ma in base al patto tra le forze della maggioranza, qualunque modifica, eccetto la doppia preferenza di genere, dovrebbe restare fuori dal dibattito. Ma l’opposizione non molla: i deputati del gruppo Lista Musumeci hanno presentato emendamenti che prevedono di modificare la legge elettorale introducendo la doppia scheda per la scelta di sindaco e consiglieri, eliminando dalla scheda per il sindaco qualunque simbolo di partito e lasciando solo il nome del candidato, ma in questo caso i 5stelle hanno già annunciato un netta opposizione.
Il Pid propone invece di eliminare il voto confermativo, ripristinando dunque il cosiddetto effetto trascinamento (nella scheda unica, in assenza di una preferenza per il sindaco, il voto va al candidato collegato alla coalizione del candidato al consiglio comunale). Il Pds-Mpa ha invece presentato un emendamento che chiede di abbassare al 3% la soglia di sbarramento.
“Doppia preferenza di genere sì, ma con i nostri correttivi per evitare il controllo del voto”. Il capogruppo del Movimento Cinque Stelle all’Ars, Giancarlo Cancelleri, illustra i pericoli che, a suo dire, si celano dietro l’approvazione del nuovo sistema elettorale per le elezioni comunali in dirittura d’arrivo all’ Ars, che domani è chiamata ad esprimersi in merito.
“C’è certamente bisogno di una partecipazione più numerosa alla vita della politica del Paese da parte delle donne – afferma Cancelleri – ma le controindicazioni potrebbero essere devastanti se il provvedimento non fosse accompagnato da opportuni correttivi”. Cancelleri si riferisce al pericolo del ricorso ad accoppiate con alcuni nomi “civetta”, che consentano ai ras del voto di controllare l’operato degli elettori nel segreto delle cabine elettorali.
“Il nostro correttivo – spiega Cancelleri – si chiama spoglio unificato, il vero argine al voto di scambio. Lo abbiamo inserito in un emendamento alla legge e prevede, a chiusura delle urne, il trasferimento, tramite forze di polizia, delle schede dalle varie sezioni in cui si è votato presso un’unica sezione unificata per i Comuni con meno di 10 mila abitanti e in sezioni unificate di 15 mila cittadini aventi diritto al voto per città più grandi. Qui avverrebbe lo spoglio delle schede, alla presenza dei presidenti di seggio”.
Il Movimento Cinque Stelle mira a portare a casa anche un altro risultato sul fronte della trasparenza in sede di elezioni: l’abolizione delle tendine dalla cabine. “Si deve votare – dice il deputato Giorgio Ciaccio – senza le tendine nelle cabine, come avviene in tantissimi paesi, come, ad esempio, negli Usa. La privacy sarà comunque garantita e si scongiurerà l’uso di telefonini o apparecchi telefonici, eccezionali strumenti di prova nelle mani dei burattinai del voto”.
I deputati del Movimento Cinque Stelle sono fiduciosi nel benevolo accoglimento degli emendamenti da parte dell’Aula. “Non vediamo – afferma Cancelleri – chi potrebbe bocciarli. Un voto contrario, infatti, sarebbe spiegabile solo con interessi che viaggiano in direzione diametralmente opposta a quella della trasparenza e della democrazia”.















