Sono in totale 84 le persone segnalate all’Agenzia delle Entrate e multate da polizia, carabinieri e vigili urbani, perché affittavano alloggi non idonei e senza contratto a persone che provengono dai paesi dell’Est Europa in particolare dalla Romania, che risiedono in città. Si chiude, con questo bilancio, il servizio predisposto dalle forze dell’ordine e partito lo scorso anno che ha avuto come obiettivo quello di accertare e soprattutto assicurare una migliore vivibilità e permanenza a chi ha dovuto lasciare la terra d’origine per cercare lavoro.
Alloggi che nel novanta per cento dei casi si presentavano al limite della praticabilità e privi delle più elementari norme igienico- sanitarie che venivano ceduti in affitto, senza contratto di locazione ed anche pagando un prezzo altissimo.
Verifiche che durante questi mesi hanno permesso di far emergere anche un “sottobosco” che forse in pochi conoscevano ma che invece è lo stato di disagio in cui si trova chi ha lasciato il proprio paese d’origine in cerca di fortuna altrove. Gente, costretta a vivere in alloggi di poche camere occupate da sei sette persone.
Altre prive dell’energia elettrica che viene spesso reperita dall’illuminazione pubblica. Ed è per questo ultimo motivo che polizia, carabinieri e vigili urbani hanno denunciato all’autorità giudiziaria diverse persone per furto di energia elettrica. Infatti ad extracomunitari e gente proveniente dall’est Europa, spesso vengono dati in affitto alloggi al limite della praticabilità e sicuramente non in regola con le più basilari norme che riguardano il settore igienico-sanitario.
Tutto questo accade nonostante gli stessi versino a proprietari senza scrupoli alti canoni di affitto. Adesso, a lavoro ultimato, un cospicuo dossier sarà inviato alla Procura della Repubblica di Agrigento, che valuterà ogni singolo caso che è stato accertato.
“Credo – ha detto padre Julian Matias Pavel- sacerdote ortodosso della chiesa di San Nicola frequentata da moltissimi Romeni, che questo genere di controlli siano stati davvero importanti per la nostra comunità. Sono a conoscenza di situazioni a Canicattì- continua il sacerdote che vede vivere parecchie persone in spazi angusti e stretti di poche decine di metri spesso senza l’acqua potabile, privi di luce o con servizi igienici inesistenti. Nonostante tutto ai proprietari vengono corrisposti affitti che in altre città permetterebbero di vivere in abitazioni degne di ospitare esseri umani. Per tali motivi – conclude padre Julian- la nostra comunità ha accolto in maniera positiva questa iniziativa che è stata ultimata».














